Già si tratta pensando al ballottaggio

Grandi manovre anti-Morra in corso: se D’Alberto andrà al secondo turno potrebbe avere l’appoggio di Di Dalmazio
TERAMO. Le grandi manovre in vista del ballottaggio sono già partite. Tutto sottotraccia, ovviamente, ma già si tratta in vista del voto che viene ritenuto l’unico davvero importante, quello del 24 giugno. Il discorso è elementare. Nessuno degli antagonisti di Giandonato Morra alla carica di sindaco, da solo, ha la forza di battere né al primo né al secondo turno il “Modello Teramo” riveduto e corretto capitanato da Morra. Ma, se Morra non riuscirà a vincere al primo turno, al ballottaggio rischia di vedere compattarsi contro di sé le forze in questo momento disperse. Il discorso in teoria non vale per il Movimento 5 Stelle, che per filosofia non si apparenta né stringe accordi con alcuno, anche se è chiaro che in caso di ballottaggio tra Morra e il pentastellato Cristiano Rocchetti quest’ultimo fruirebbe del voto “contro” di tanti tra coloro che non vogliono che il centrodestra continui a governare Teramo. È tutto da vedere quanti.
Se invece al ballottaggio andrà (ed è ritenuta l’ipotesi più probabile) Gianguido D’Alberto, è scontato che ci saranno trattative tra lui e gli altri candidati civici: non solo con Giovanni Cavallari e Paola Cardelli, di estrazione sinistrorsa come lui, ma anche con i pezzi dell’ex “Modello Teramo” che da questo si sono distaccati più o meno recentemente. In primis con Mauro Di Dalmazio, a ruota con Alberto Covelli. Non ci sarebbero veri e propri apparentamenti, che potrebbero non essere graditi a molti elettori dall’una e dall’altra parte, ma accordi ufficiosi sì. Nel nome di quella “discontinuità” ripetuta come un mantra da chi non vuole non tanto Morra sindaco, quanto Paolo Gatti ancora leader politico dell’amministrazione.(d.v.)
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