Gli albergatori: «Ora servono risposte certe»

Prati di Tivo, monta la rabbia per il futuro degli impianti. Il sindaco: «Gli enti facciano la loro parte»
PIETRACAMELA. «Basta inutili soluzioni tampone! Vogliamo una soluzione definitiva per non far morire Prati di Tivo dove ci sono tanti problemi che vengono sempre rimandati e per questo abbiamo chiesto sostegno e nominato nostro portavoce il sindaco Michele Petraccia». A parlare sono gli operatori turistici dei Prati che da anni non riescono a garantire continuità alla propria clientela e a programmare la propria offerta per l’incertezza dell’apertura degli impianti e vedono senza via d’uscita il proprio futuro e dell’intero comprensorio. Gli impianti ora sono chiusi per le disposizioni governative e potrebbero riaprire, nel momento in cui il governo dcidesse per l'ok, grazie alla proroga della gestione concessa dalla Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria delle attrezzature, a Marco Finori per altri sei mesi per recuperare quelli persi a causa del Covid.
Ma con una serie di attività propedeutiche da svolgere come la revoca del provvedimento di sospensione dell’uso dei terreni da parte dell’Asbuc per i canoni non pagati e operazioni varie sulle attrezzature. Una riapertura che, però, non soddisferebbe gli operatori. «Riaprire ora e se ci riusciranno con tutte le cose da fare non ci risolverebbe una situazione catastrofica che il Covid ha solo aggravato», proseguono , «gli impianti sono chiusi a prescindere dalla pandemia e per questo chiediamo di avere una gestione pluriennale e che vengano accelerate le operazioni di vendita degli impianti».
Alla Gst, che ha oltre un milione e 300mila euro di debiti e rischia il fallimento, sono arrivate due manifestazioni di interesse – una da uno studio legale romano per conto di un imprenditore del settore e un’altra dalla Siget, il gruppo di imprenditori locali che ha gestito a lungo la stazione – per la cessione della quota maggioritaria (51%) della Provincia e la vendita a un privato viene vista come l'unica soluzione per uscire dall'empasse. «Io e gli operatori abbiamo a cuore i Prati che rappresento sui tavoli istituzionali dove porto il malessere che raccolgo sul mio territorio per questa situazione e mi impegno nel vigilare sui lavori in corso, i tempi e sulle prospettive di quanto detto dalla Gst e dagli organi politici superiori», spiega Petraccia, « massima sarà la mia attenzione sull'accordo della concessione dei terreni con l'Asbuc e sulla certezza dei tempi della cessione delle quote societarie. Tutti gli enti devono fare la propria parte per non far morire la montagna teramana».
Adele Di Feliciantonio
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