Gli ambientalisti: il protocollo è una pezza

7 Settembre 2017

Acqua del Gran Sasso, De Sanctis scettico sul documento che sarà firmato oggi: «Il pericolo resta»

TERAMO. La notizia della firma del protocollo “per la gestione delle fasi di comunicazione, autorizzazione e allerta” per tutto cioè che attiene al sistema idrico del Gran Sasso, che avverrà oggi all’Aquila coglie di sorpresa le associazioni ambientaliste. Augusto De Sanctis del Forun H2O ha letto ieri la notizia sul Centro. «Innanzitutto», dichiara, «non scalfisce il problema generale dell'attuale incompatibilità delle captazioni con l'Infn e il traforo. Tutta la partita dei punti di captazione che devono essere messi a norma e la grande presenza di sostanze chimiche nei Laboratori resta immutata. E’ un passo in avanti nelle procedure ma non tocca l'aspetto strutturale, che è fondamentale».
C’è poi la mancata condivisione del protocollo, che oggi sarà firmato da una miriade di enti. «Noi cittadini siamo stati esclusi dalla partecipazione, anche in termini di osservazione», incalza De Sanctis, «la bozza poteva essere resa pubblica, si poteva mettere on line anche solo per 10 giorni per avere le osservazioni del pubblico. Le associazioni e i comitati hanno spesso dimostrato più lungimiranza delle istituzioni, spesso anche tecnicamente. Non si capisce l'ostracismo nei confronti dei cittadini che sono poi quelli che bevono l’acqua. Ricordo che la convenzione di Aarhus obbliga Stati e istituzioni a garantire la partecipazione dei cittadini nell'elaborazione di norme e piani che riguardano l'ambiente. Comunque studieremo il protocollo: ciò che può migliorare anche di un millesimo qualcosa che non sta funzionando è meglio di zero, ma non è elemento risolutivo. E' una pezza, ma non risolve il problema alla radice». (a.f.)