Gli architetti: dal 2019 si rischia il caos nelle regole edilizie
TERAMO. Scadrà il 31 dicembre prossimo, dopo una proroga di quattro mesi, il termine entro il quale i Comuni abruzzesi dovranno recepire il Regolamento edilizio tipo approvato dalla giunta regionale...
TERAMO. Scadrà il 31 dicembre prossimo, dopo una proroga di quattro mesi, il termine entro il quale i Comuni abruzzesi dovranno recepire il Regolamento edilizio tipo approvato dalla giunta regionale a seguito dell’intesa sottoscritta tra Governo, le Regioni e i Comuni. Una proroga che, secondo il presidente dell'Ordine degli architetti di Teramo Raffaele Di Marcello, «non risolve il nodo cruciale della riforma dei regolamenti edilizi, e cioè il quadro delle definizioni uniformi». Si tratta di definizioni, relative a parametri tecnici come le altezze dei fabbricati, il loro volume, la superficie lorda e netta e latri parametri, che il Regolamento edilizio tipo unifica per tutte le amministrazioni comunali, entrando però in contrasto con analoghe definizioni contenute nei piani regolatori generali dei Comuni.
«Dal primo gennaio 2019», sottolinea Di Marcello, «se la Regione non si attiverà, verranno modificati automaticamente tutti i regolamenti edilizi comunali per la parte relativa alle definizioni urbanistico-edilizie, creando un contrasto con gli altri strumenti di pianificazione, gettando nel caos gli uffici tecnici comunali e aprendo le porte a probabili contenziosi tra cittadini e amministrazioni». A giudizio del presidente dell’ordine degli architetti di Teramo la Regione, come previsto dall’art. 2 dell’Intesa nazionale, «avrebbe dovuto individuare, alla luce della normativa regionale vigente, le definizioni aventi incidenza sulle previsioni dimensionali contenute negli strumenti urbanistici e dettare, in via transitoria, indicazioni tecniche di dettaglio ai fini della corretta interpretazione di tali definizioni in fase di prima applicazione, fornendo un termine temporale preciso per l’adeguamento delle norme tecniche di attuazione dei vari strumenti urbanistici comunali alle prescrizioni del Regolamento edilizio tipo». Ma, ad oggi, denuncia l'Ordine, non risulta che la Regione si sia attivata in tal senso, nonostante i numerosi incontri e tavoli tecnici sull'argomento. Si rischia così, dal primo gennaio, il caos normativo, con la problematica lasciata in capo ai Comuni e alle Province, quest'ultime deputate, in base alla legge regionale 18/83, a dare il parere definito sui regolamenti comunali. «Un temporeggiamento», conclude l'Ordine degli architetti di Teramo, «incomprensibile, dato che è trascorso quasi un anno dal recepimento, da parte della Regione, del Regolamento edilizio tipo. Lanciamo un ultimo appello al governatore Lolli e all'assessore Berardinetti affinché si risolva il problema, pena l'ulteriore aggravio di contenziosi per le amministrazioni abruzzesi, già provate dalle problematiche del sisma e da una legge urbanistica regionale ormai obsoleta e inidonea a dare risposte alle esigenze attuali».

