Gli architetti: «Il territorio va gestito in modo diverso dagli amministratori»

17 Novembre 2017

«Eventi atmosferici estremi? Il dissesto del territorio è sempre colpa dell'uomo». Comincia così una nota dell’Ordine provinciale degli architetti, che «in relazione agli ultimi eventi atmosferici...

«Eventi atmosferici estremi? Il dissesto del territorio è sempre colpa dell'uomo». Comincia così una nota dell’Ordine provinciale degli architetti, che «in relazione agli ultimi eventi atmosferici che hanno creato disagi alla popolazione, e ulteriori danni alle infrastrutture del territorio, torna a sottolineare l'importanza della gestione del territorio per evitare tragedie come quelle accadute anche nella nostra provincia». «La regimazione delle acque in zona agricola - sottolinea il presidente dell'Ordine, Raffaele Di Marcello (nella foto) - la permeabilizzazione delle aree scoperte, l'implementazione del verde e la corretta gestione dei corsi d'acqua: queste sono alcune delle soluzioni, ben note ai tecnici del settore e al mondo scientifico, ma perlopiù sconosciute agli amministratori». Eppure, secondo gli architetti, le norme esistono ed anche esempi di buone pratiche. «La Provincia di Teramo, ad esempio - continua Di Marcello - ha approvato un regolamento tipo di polizia rurale, che se fosse recepito, e fatto rispettare, da tutti i Comuni, eviterebbe gran parte dei problemi che, nei giorni scorsi, abbiamo riscontrato sulla viabilità comunale, provinciale e statale. Occorre inoltre - evidenzia il presidente dell'Ordine - che si limiti al massimo l'impermeabilizzazione dei suoli, adottando pavimentazioni che permettano alle acque meteoriche di essere assorbite dal terreno e aumentando le aree verdi che, con la chioma degli alberi e il terreno inerbito, limitano l'impatto al suolo delle piogge, diminuendo il dilavamento dei terreni».
Per tutto questo, però, secondo l’Ordine professionale «serve un radicale cambio di mentalità da parte di amministratori e anche di alcuni tecnici, per una gestione integrata del territorio che abbia come obiettivo la prevenzione e non insegua, al contrario, le varie emergenze una volta che queste si presentino».