«Gli artigiani rischiano la mazzata»

15 Marzo 2016

Norante dà la colpa alle ex amministrazioni di centrosinistra

ROSETO. «È necessario informare gli artigiani che i prezzi delle aree raddoppieranno nel caso il proprietario prevalga in giudizio e in questo caso saranno penalizzati per le scelte irrazionali del Comune». Antonio Norante, capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Roseto, torna sulla questione delle aree artigianali vicine all’autoporto dopo che l’argomento era stato ripreso da Gloriano Lanciotti – direttore della Cna di Teramo ed esponente del Pd rosetano oltre che uno dei maggiori sostenitori della zona artigianale vicina all’autoporto – il quale aveva auspicato una soluzione non traumatica per l’intera vicenda. La replica di Norante inizia riproponendo quanto lui stesso dichiarava in una seduta consiliare del 2001, pronunciando in quell’occasione parole premonitrici che si sono concretizzate 15 anni dopo. Anche in quell’occasione, così come torna a fare oggi, puntava il dito contro gli esponenti del Pd, responsabili, a suo dire, della situazione che si è venuta a creare e che rischia di far chiudere decine di aziende rosetane.

Infatti, gli imprenditori che operano nell’area artigianale di Roseto, una trentina in tutto, sono stati chiamati a sborsare oltre 5 milioni di euro, cioè la differenza tra la somma pagata per l’esproprio del suolo e la cifra accordata in seguito dai giudici a cui si erano rivolti i proprietari dei terreni contro la tariffa corrisposta ritenuta inadeguata. I 5 milioni di differenza sono già stati sborsati dal Comune perché è lui debitore in prima persona rispetto ai privati espropriati. Ma all’atto della stipula del contratto per l’assegnazione dei lotti, gli amministratori dell’epoca pretesero di inserire una clausola che sulla carta ha messo il Comune al riparo dalle successive beghe giudiziarie, come poi si è verificato, scaricando così il debito sugli imprenditori, sui quali l’ente sta ora cercando di rivalersi per recuperare la somma anticipata.

«Di fronte a questa drammatica situazione», incalza Norante riferendosi a Lanciotti, «che ha costretto il Comune ad accendere un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti di oltre sei milioni di euro – che stanno pagando i rosetani – da estinguere nel momento in cui gli artigiani avranno pagato le quote di propria competenza al Comune, cosa fanno oggi le persone che, a quel tempo, si erano fatti garanti nei confronti degli artigiani interessati dall’iniziativa? Rilasciano dichiarazioni, ciclicamente, soprattutto alla vigilia di competizioni elettorali, per continuare a fare demagogia ancora una volta sulla pelle degli artigiani e piccoli imprenditori coinvolti». (f.ce.)

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