Gli auguri di Pasqua dei candidati

9 Aprile 2023

D’Alberto parla di «comunità unita e coesa», gli sfidanti puntano sul «risorgere»

TERAMO. I tre candidati a sindaco hanno affidato ai social messaggi augurali ai teramani per Pasqua.
Gianguido D’Alberto ha scritto: «Carissimi, ci prepariamo a trascorrere giorni di festività pasquali con rinnovata fiducia, speranza e un senso profondo di appartenenza a una comunità, la nostra, unita e coesa che volge lo sguardo a un futuro che ci restituirà libertà e forza per attuare i cambiamenti propri di un territorio resiliente. Saper essere comunità ci rende sempre più accoglienti con i nostri fratelli ucraini che, nella nostra Teramo, hanno trovato e troveranno sempre una Famiglia pronta a donargli una casa e a sostenerli. Oggi, ancor più di sempre, il pensiero di Noi tutti va a coloro che soffrono, vivendo situazioni di fragilità: a loro il mio più sentito augurio».
Carlo Antonetti: «Voglio augurare Buona Pasqua alle cittadine e ai cittadini teramani. A quelli che soffrono, in particolare. A quelli che stanno affrontando una malattia o vivendo un momento difficile. A quelli che non avranno il conforto dell’abbraccio di una famiglia, a quelli che sperano di trovare un lavoro, a quelli che un lavoro l’hanno perduto. A quelli che hanno perduto una casa. E siccome non voglio limitarmi all’augurio, né rifuggire dal ruolo che la mia candidatura mi impone, un augurio voglio farlo anche a me, perché da Sindaco io possa riuscire a trovare le giuste soluzioni per i problemi della nostra città, consentendole di risorgere».
Maria Cristina Marroni: «La Pasqua è forse il mistero più grande per chi ha la fede cristiana, ma interroga anche chi non è credente. Pasqua è sofferenza ma anche e soprattutto resurrezione: penso dunque a quanto la nostra terra abbia sofferto. Penso ai terremoti dei quali ancora la città porta i segni, cui non possiamo rassegnarci. Penso alla pandemia, che ha messo a durissima prova il tessuto economico e soprattutto di relazioni umane. Tocca risorgere, è urgente una rinascita civile e civica, fatta di impegno e concretezza, che coinvolga e promuova tutta la comunità e non solo questi o quelli, che si regga su progetti concreti e immediati e non su libri dei sogni o, peggio, su un trascinarsi stanco, senza direzione e senza visione d’insieme».