«Gli edifici storici vanno salvati»

Il centro storico di Teramo non deve essere abbandonato. E' ciò che sostiene il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino (nella foto), chiamato a ragionare sul futuro degli immobili di prestigio...
Il centro storico di Teramo non deve essere abbandonato. E' ciò che sostiene il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino (nella foto), chiamato a ragionare sul futuro degli immobili di prestigio centralissimi che dopo le gravi lesioni del sisma impongono una riflessione su ciò che dovranno essere in futuro. Vanno venduti a favore di edifici più moderni ma periferici, o riconvertiti spendendo altre somme per il miglioramento e l’adeguamento sismico? Oltre alle scuole datate, come il liceo classico Delfico che proprio l'anno scorso ha festeggiato il bicentenario, tra gli edifici in possesso della Provincia ci sono anche l'ex palazzo della Sanità e l’ex casa dello sport inagibili, e la prefettura parzialmente inagibile. Dice Di Sabatino: «C’è una polemica da una vita sull’università che non è in centro e adesso si parla di poli scolastici fuori dal centro. Io penso che Teramo debba salvaguardare la sua storia, il suo volto urbanistico e il suo centro storico. E per salvaguardarlo dobbiamo evitare di desertificarlo, il rischio vero è che il centro si svuoti dopo il terremoto. La mia idea è quella di conservare senz’altro le funzioni degli edifici strategici, penso ad esempio alle sedi delle istituzioni e di governo, agli uffici di rappresentanza. Bisognerà vedere se ci sono tecniche moderne che consentono la ristrutturazione e la messa in sicurezza totale di questi immobili e percorrere ove possibile la strada della conservazione delle loro funzioni». Discorso diverso merita invece quello delle scuole. «In questo caso credo che serva un approfondimento ulteriore. Probabilmente la strada da seguire è quella dei poli scolastici ma per questo tipo di percorso è necessario un approfondimento con tutta la comunità cittadina. Innanzitutto bisogna capire se si può ricostruire in sicurezza gli edifici non sicuri. Ci vuole una strategia complessiva».
Per quanto riguarda il palazzo provinciale di via Milli, Di Sabatino è in attesa del responso dei tecnici della Protezione civile dopo il sopralluogo: a quanto pare un’ala del palazzo verrà classificata “B” o “C” e quindi dovrà essere oggetto di lavori, ma solo alcuni uffici verranno spostati. (mdt-dv)

