Gli espositori sono 200 su 25mila metri quadrati

12 Maggio 2017

TERAMO. «Dopo la tristezza di gennaio è arrivata la primavera e questa fiera rappresenta l’orgoglio dell’agricoltura teramana, la resilienza e l’energia di questo settore che ha tanto sofferto e che...

TERAMO. «Dopo la tristezza di gennaio è arrivata la primavera e questa fiera rappresenta l’orgoglio dell’agricoltura teramana, la resilienza e l’energia di questo settore che ha tanto sofferto e che non si è arreso». Queste le parole dell’assessore regionale alle politiche agricole Dino Pepe all’inaugurazione ieri mattina della 29esima edizione della Fiera dell’agricoltura di Teramo (Fat) che si svolge fino a domenica nel piazzale antistante lo stadio "Bonolis” di Piano d’Accio. Un taglio del nastro che rappresenta la ripartenza dell’agricoltura e della zootecnia abruzzese che hanno avuto la forza di reagire agli innumerevoli danni del sisma e dalla neve. Duecento aziende da tutta Italia, in uno spazio espositivo di 25mila metri quadri, partecipano alla manifestazione che vede una serie di novità come laboratori, convegni e il museo “Natura e Arte” grazie alla partecipazione dell’Istituto agrario Di Poppa-Rozzi.
«Quest’anno abbiamo aggiunto una giornata in più e modificato l’esposizione logistica», spiega Roberto Canzio, assessore alle attività produttive del Comune di Teramo, «ci sono miglioramenti alla viabilità esterna, abbiamo creato altri parcheggi con servizio bus navetta e abbiamo puntato sulla comunicazione creando l’acronimo Fat perché vogliamo portare la fiera ogni anno a un livello migliore». L’esposizione ha fatto registrare un record di presenze e richieste a partecipare. «Il successo di questa fiera e di quella di Val Vomano testimoniano che questo territorio ha questa vocazione», ha detto il sindaco Maurizio Brucchi, «tanti giovani si avvicinano al mondo dell’agricoltura, un settore in crescita che rappresenta un’opportunità di lavoro». Nel 2016 è stato registrato, infatti, un + 7,8% di occupati e stanno arrivando i contributi per gli allevatori che hanno subito danni negli eventi calamitosi. (a.d.f.)
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