Gli operai ex Sogesa: «Siamo diventati invisibili»

GIULIANOVA. «Gli ex operai Sogesa sono diventati invisibili, ormai si pensa solo alle vicende del Cirsu». Mentre infuria l'ennesima vicenda giudiziaria che ha per protagonista il consorzio per i...
GIULIANOVA. «Gli ex operai Sogesa sono diventati invisibili, ormai si pensa solo alle vicende del Cirsu». Mentre infuria l'ennesima vicenda giudiziaria che ha per protagonista il consorzio per i rifiuti, gli ex Sogesa tornano a contestare il mancato riassorbimento occupazionale delle maestranze e chiedono l'intervento del prefetto. I dipendenti, definitivamente licenziati nell’ottobre del 2014, contestano il fatto che il Cirsu ed i Comuni soci non abbiano rispettato gli impegni assunti davanti al prefetto dal 2013, e cioè il riassorbimento di circa il 70% delle maestranze. Gli ex dipendenti Sogesa evidenziano invece come a Grasciano siano stati reintegrati solo 17 lavoratori su 53. «Non è normale che un’azienda pubblica non fornisca alcuna spiegazione sui mancati rientri», si legge in una nota. «Purtroppo, la trasparenza è mancata anche sull'interessamento del consorzio Rolando Innocenti di Tivoli che, riattivando l’impianto dei beni durevoli, avrebbe assicurato il riassorbimento di una ventina di lavoratori ex Sogesa». Sostenendo di non essere riusciti ad avere risposte dalla presidenza del Cirsu, le maestranze si rivolgono al prefetto di Teramo Valter Crudo, affinché faccia luce sui criteri di assunzione degli ex Sogesa, sul piano di lavoro disatteso dal Cirsu e dai Comuni e si definiscano i progetti per il riassorbimento dei dipendenti rimasti da troppo tempo senza lavoro. (s.p.)
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