Gli operatori bocciano la tassa di soggiorno

Martinsicuro, Corsi: «I Comuni non perdono occasione per fare cassa. I turisti diventano bancomat»
MARTINSICURO. «I cittadini devono essere informati meglio sulla possibile istituzione della tassa di soggiorno». A sostenerlo, intervenendo sulla possibile introduzione del nuovo balzello da parte del comune truentino, è Amedeo Corsi, presidente di Martinsicuro Vacanze, l’associazione che raccoglie gli operatori turistici della cittadina. Un intervento, quello di Corsi, che arriva dopo il sondaggio lampo effettuato sul web dal Pd locale sulla possibile istituzione della tassa, i cui proventi dovrebbero essere utilizzati per sistemare il lungomare.
«Le previsioni di incasso», sottolinea Corsi, «nella migliore delle ipotesi, potranno essere di circa 150mila euro l’anno. La spesa prevista per il rifacimento del lungomare è superiore al milione di euro. Cosa facciamo: attendiamo 10 anni per intervenire?». Nel suo intervento Corsi ricorda come la tassa di soggiorno sia stata «originariamente istituita per le città d’arte, soffocate dal turismo di massa con conseguenti pesanti oneri per il decoro urbano», per poi essere adottata da numerosi comuni.
«Come sempre accade, le brutte abitudini corrono con la velocità del vento», continua Corsi, «I Comuni non perdono occasione per far cassa, con regolamenti totalmente differenti anche tra località limitrofe e con i turisti che diventano una sorta di bancomat. Nel nostro caso, con che faccia facciamo pagare la tassa di soggiorno con un lungomare pieno di cadaveri di palme, pista ciclabile e pedonale nello stesso spazio e porto insabbiato?. Dovremmo farcene carico noi operatori, che in questo contesto penalizzante dobbiamo contenere i prezzi e dare sempre più qualità per lavorare. Un’eventuale contrazione delle presenze anche solo del 5 per cento, come è successo in comuni non lontano dal nostro, significa centinaia di buste paga in meno. Ne vale la pena?» (s.d.s.)
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