Gli operatori: «Ora speriamo nel dialogo»
L’albergatore De Sanctis: per mesi il sindaco è stato invano invitato al confronto, restiamo disponibili
ROSETO. Sulla sentenza del Tar in merito al ricorso contro la tassa di soggiorno ci sono anche le reazioni delle associazioni di categoria. Bruno Pierandozzi, della cooperativa balneatori Roseto e Pineto, considera la sentenza una doppia sconfitta per il Comune. «Hanno perso sia contro i consiglieri sia contro le associazioni turistiche», dice, «le quali avevano presentato, in diversi incontri con l’amministrazione, proposte che la giustizia ha confermato essere quelle giuste. La nostra è una doppia vittoria perché, oltre che con il Comune, abbiamo vinto anche contro l’avvocatura di Stato».
Un risultato scontato e giusto per Giuseppe Olivieri, presidente di Roseto Incoming-operatori turistici. «Siamo stati sempre contrari alla tassa di soggiorno inserita in questo modo», precisa, «ho sempre dichiarato fin dall’inizio che bisognava prima preparare la città, renderla più attraente con dei servizi in più in concertazione con l’amministrazione, con un dialogo che non c’è stato. Ora speriamo in un dialogo costruttivo. Nella stagione 2018 abbiamo avuto un calo di presenze a Roseto come dichiarato dalla Regione Abruzzo, e ciò significa che la tassa inserita in modo sbagliato ha effetti negativi sulla città».
Adriano De Sanctis, presidente di Roseto Albergatori, ritiene che questa sentenza sia un buon punto di ripartenza. «Una nuova opportunità per discutere, insieme, delle politiche migliori per sostenere il turismo a Roseto», afferma, «per mesi ci siamo rivolti al sindaco invitandolo al confronto ma, con rammarico, abbiamo dovuto prendere atto della sua indisponibilità. Potremmo esultare per questo risultato, ma preferiamo rimandare al momento in cui insieme avremo discusso per giungere alla soluzione migliore. Confermiamo la disponibilità al dialogo, come sempre, e siamo pronti anche a non chiedere la restituzione delle somme riscosse dal Comune, perché esporremmo al ridicolo la nostra città».
Infine c’è anche l’opinione della Faita Federcamping. «È stata fatta giustizia su qualcosa che avevamo già detto all’amministrazione», evidenziano Katia Soardi e Ivano Ortelli, «quando ha preteso di farci ratificare una decisione che hanno preso loro anziché confrontarsi. Non eravamo contro la tassa, ma doveva essere coordinata con tutti e sette i comuni della costa e trovare un regolamento univoco. Gli amministratori non si rendono conto, giocano sulla pelle di chi lavora sul territorio. Bisogna tutelare le imprese che ci lavorano». (l.v.)
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