Gli sfollati Ater al sindaco «Rientreremo con la forza»

26 Luglio 2018

In municipio la rabbia degli inquilini di Colleatterrato con le case inagibili D’Alberto: va accelerata la progettazione e data un’informazione vera

TERAMO. La rabbia degli sfollati, ieri mattina in municipio, si tagliava a fette. Rabbia per una ricostruzione che non parte, rabbia per essere costretti – a quasi due anni dal terremoto – a guardare da fuori le case dove vivevano e che, dietro le transenne, stanno giorno dopo giorno degradandosi. Il sindaco Gianguido D’Alberto aveva già ricevuto, giorni fa, sfollati Ater di Colleatterrato: quelli del comitato che più volte è uscito allo scoperto per chiedere celerità nei lavori, in particolare per le tante case lesionate con esito “B”, quindi riparabili in poche settimane. Il gruppo che è andato ieri dal primo cittadino, invece, era composto prevalentemente da inquilini di case con esito “E”. Gente che non vede neanche un puntino di luce in fondo al tunnel, visto che l’Ater si sta concentrando solo ora sulle “B”.
Il portavoce degli sfollati, Antonio Serafini, ha minacciato esplicitamente proteste eclatanti: «Non ce la facciamo più ad aspettare senza avere notizie certe. Aspetteremo ancora, ci fidiamo degli impegni presi dal sindaco, ma se non vediamo niente siamo d’accordo: tutti insieme prendiamo le transenne, le buttiamo giù e rientriamo di forza nelle nostre case assumendoci tutte le responsabilità».
D’Alberto, ovviamente, ha potuto solo ascoltare e prendere degli impegni che non possono essere di azione diretta, visto che la ricostruzione è di competenza di altri enti, ma di stimolo e mediazione. «Già da tempo questa degli sfollati è un’emergenza sociale», ha dichiarato, «si è perso troppo tempo, pur in presenza di stanziamenti, senza porre le basi della progettazione degli interventi. Una progettazione che si deve necessariamente sbloccare. Per accelerarla è necessario un potenziamento delle risorse umane sia all’Ufficio speciale ricostruzione che all’Ater. È questo il punto nodale. Io sui tempi del rientro nelle case non mi avventuro. Io posso garantire l’impegno ad agire sugli enti competenti perché ci sia innanzitutto un’informazione vera. Spesso circolano informazioni che generano confusione e non sono rispettose di chi non ha più una casa, questo non è tollerabile». (d.v.)
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