Gli sfollati Ater non rientrano: chiesta la lista dei danni nelle case

7 Dicembre 2023

Riunione con il direttore dei lavori dell’azienda dopo la riconsegna degli alloggi a 32 famiglie Gli inquilini: «Tanti i danneggiamenti che abbiamo trovato, così non possiamo tornare a viverci»

TERAMO. Un Natale “chiavi in mano” ma fuori casa. Sarà, con ogni probabilità, quello degli inquilini Ater del condominio di via Adamoli dove da alcune settimane si sono conclusi i lavori di ricostruzione post sisma. La palazzina ospita 32 famiglie che, pochi giorni fa, hanno riavuto le chiavi degli appartamenti le cui condizioni però non consentono un immediato rientro. Mobili accatastati alla rinfusa e in alcuni casi rotti. Infissi danneggiati, servizi inagibili, mattonelle saltate, fili elettrici scoperti e pendenti. Tante le criticità che ieri pomeriggio sarebbero dovute essere oggetto di sopralluogo da parte di Ater, insieme agli sfollati, ma il previsto incontro non c'è stato. A non presentarsi sono stati i tecnici dell'azienda in virtù del fatto che il giorno prima, si è appreso più tardi, vi era stata una riunione fra Ater, direttore dei lavori e un rappresentante del condominio di via Adamoli.
In quell' occasione è stato fatto il punto della situazione e si sono concertate delle linee di azione utili a risolvere al più presto la situazione. Ma molti sfollati ieri pomeriggio si sono ugualmente presentati all'appuntamento per il sopralluogo, non sapendo che questo fosse saltato in seguito alla riunione del giorno prima. Una sorta di blackout comunicativo fra le varie parti che però, per molti inquilini, poco inciderebbe sulla vicenda. «Qui la situazione è questa: appartamenti restituiti ma inaccessibili perché mobili e infissi sono rotti, danneggiati, da sostituire. Come facciamo? Abbiamo affitti da pagare nelle case dove siamo da sette anni, non abbiamo più il Cas e qui non possiamo rientrare», racconta una inquilina. L'Ater ha chiesto alle famiglie, come concordato nella riunione di martedì, di preparare una scheda coi danni riscontrati in ogni singolo appartamento e inviarla all'azienda entro oggi. Una sorta di lista che servirà per svolgere verifiche puntuali ed avviare eventuali interventi di sistemazione. «I danni sono molto ingenti, la lista la possiamo fare ma resta il fatto che qui noi non possiamo vivere: ci sono state consegnate chiavi di case non abitabili e i lavori di sistemazione andranno per le lunghe», riferisce un altro inquilino, «nel frattempo non abbiamo tutele, certezze e sostegni economici. Siamo in forte difficoltà e sarà un Natale particolarmente duro. Qualche famiglia sta provando a rientrare, ma per molte sarà impossibile».
Ieri alcuni sfollati sono tornati a rivolgersi al sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, e c'è chi sta valutando la possibilità di chiedere assistenza legale di un avvocato per capire anche se sia possibile attivare canali di sussidi economici pubblici per far fronte alle spese da affrontare in assenza del Cas.
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