Gli sfollati Erp a Marsilio: «La Regione ci ignora»

9 Giugno 2022

TERAMO. Una lettera aperta è stata indirizzata al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio dal comitato inquilini Erp di Teramo, che rappresenta una grossa fetta degli sfollati del sisma 2016.S...

TERAMO. Una lettera aperta è stata indirizzata al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio dal comitato inquilini Erp di Teramo, che rappresenta una grossa fetta degli sfollati del sisma 2016.
Scrivono gli inquilini delle case popolari dichiarate inagibili: «Il tempo sembra essersi fermato a quei terribili giorni di fine 2016 quando il terremoto ci ha strappato via dalle nostre case; in tanti siamo stati costretti a cambiare abitudini di vita lontano dai quartieri e dalle persone care, abbiamo accettato silenziosamente, consci e speranzosi che un giorno prima o poi saremmo tornati a vivere nella stessa maniera sotto lo stesso tetto. A quasi sei anni da quei terribili giorni tutto ciò sembra purtroppo una lontanissima prospettiva, ormai rassegnati al pensiero che probabilmente niente o quasi tornerà a essere uguale: tante cose, anche se non lo sono, ci sembrano fatalmente normali come le case in cui viviamo da allora, i pochi cantieri nati nei quartieri a dispetto dei tantissimi edifici danneggiati, le poche, pochissime attenzioni delle Istituzioni, la solitudine nell'affrontare mensilmente le difficoltà economiche legate ai noti ritardi dei pagamenti del Contributo per l'autonoma sistemazione. A tutto ciò si unisce l'impossibilità di avere informazioni che dovrebbero avere lo scopo di tranquillizzare le famiglie e dare loro certezze ma ci troviamo di fronte al desolante silenzio degli uffici della Regione; l'assenza di un Ufficio con personale preposto a informare i cittadini sulle date dei pagamenti rappresenta l'aspetto più imbarazzante e irrispettoso nei confronti degli sfollati».
Il comitato conclude avvertendo che «quando verrà il giorno di rieleggere i rappresentanti a capo delle istituzioni, sarà proprio in quel momento che ci ricorderemo di giudicare il loro operato in questi anni di sofferenza».(red.te)