Gli studenti del liceo Milli «In aula abbiamo paura »

2 Febbraio 2017

Il comitato dei genitori del Delfico manda una lettera-appello al prefetto «Intervenga al posto del sindaco perché l’edificio è pericoloso»

TERAMO. «Scriviamo questa lettera perché stanchi di essere presi in giro e sì, perché abbiamo paura di tornare a scuola». Inizia così il testo firmato dai ragazzi e dalle ragazze della classe 4A linguistico del liceo Milli, che a nome di tutti gli studenti chiedono «soluzioni diverse da quella di farci rientrare nelle nostre scuole». I liceali spiegano di non voler incolpare il sindaco, la prefettura, o qualsiasi altra istituzione responsabile degli edifici scolastici, ma l'intero sistema che, ai loro occhi, funziona sempre meno. «Parlando umanamente, appunto perché ignoranti nel campo delle conoscenze strutturali, ci attacchiamo ad un qualcosa che ci viene da dentro», fanno sapere i ragazzi, «un senso di insicurezza, che non nasce dal 18 gennaio, ma da molto prima. Sempre per paura di quelli più potenti di noi, rientriamo in quel posto come se nulla fosse successo». Gli studenti si chiedono anche perché i loro coetanei non si stiano battendo per far valere i propri diritti. «Ci teniamo a dire che noi vogliamo tornare a scuola, ma in sicurezza», scrivono ancora i liceali, «per sentirci sicuri e rientrare, vogliamo documenti concreti che ci facciano quantomeno convincere di essere protetti». Il comitato dei genitori del liceo Delfico ieri pomeriggio ha incontrato il prefetto di Teramo Gabriella Patrizi e invocando un suo intervento in una lettera. Prudenza e precauzione: queste le parole chiavi sottolineate dalla delegazione dei genitori degli studenti. Il comitato ha ripercorso in una lettera le criticità dell'edificio di piazza Dante. «Ha il terzo piano inagibile dal 2009 con una formazione di guano altamente inquinante che ha prodotto infiltrazioni a seguito dell'ultima nevicata». E ancora: «Non ha sistemi di sicurezza né aggiornati né sufficienti, e per il mancato completamento del servizio antincendio e per la carenza strutturale di vie di fuga che consentano il rapido deflusso». I genitori hanno voluto anche sottolineare come «Teramo sia inserita in zona sismica di seconda categoria, la medesima dell’Aquila, e che debba quindi rispondere agli stessi principi prudenziali»; inoltre ricordano come la legislazione dia al prefetto, qualora il sindaco non intervenga, «il potere/dovere di intervenire con atto motivato, nel rispetto dell'ordinamento giuridico, ponendo provvedimenti urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini». Lo stato del Delfico giustifica questi interventi urgenti, ha concluso il comitato nella lettera, e ha invitato il prefetto a fare quanto in suo potere per «prevenire il grave pericolo in atto, confermato dalla Commissione Grandi Rischi».

Intanto un'altra lettera ha trovato consenso tra le famiglie: il documento del comitato dei genitori per la sicurezza delle scuole indirizzata al primo cittadino. La lettera, presentata martedì pomeriggio al Parco della scienza nella riunione tra i genitori, e contenente precise richieste, verrà recapitata al sindaco la prossima settimana. «Sono stata contattata da molte famiglie», ha detto la portavoce Leda Ragas, «così abbiamo deciso di posticipare la consegna. In questi giorni il documento girerà nelle scuole per permettere ai genitori di sottoscriverlo».

Chiara Di Giovannantonio

Emanuela Michini

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