Gli studenti: no al trasloco di Forti e Pascal

Domani non entreranno a scuola per manifestare contro lo spostamento nella sede dello scientifico
TERAMO. Gli studenti di Forti e Pascal dicono al trasferimento dalla Cona alla sede del liceo scientifico in via Sturzo. Il trasloco è stato prospettano da tavolo tecnico provinciale sul dimensionamento scolastico. Rientra nel piano di riassetto degli istituti superiori che, come nel caso di Pascal e Forti, associati al Comi, non raggiungono la soglia minima di 600 iscritti che garantisce l’autonomia. La scelta di portare gli studenti degli istituti per geometri, programmatori e ragionieri nella struttura dello scientifico, che invece andrebbe in viale Bovio nella sede storica del Comi, è dettata anche da esigenze di decongestionamento del traffico e di sicurezza negli spostamenti a piedi verso le fermate del bus per gli studenti.
I ragazzi, però, non ne vogliono sapere di lasciare le scuole alla Cona e domani manifesteranno davanti agli ingressi di Pascal e Forti. Alle 8.30 non entreranno in classe per esprimere durante la mattinata la loro contrarietà al trasferimento. «Siamo legati alle nostre sedi di sempre», spiega Damiano Mazzoni, uno degli studenti, «con lo spostamento perderemmo del tutto la nostra identità».
Le questioni su viabilità e sicurezza addotte a motivo del trasferimento, secondo i ragazzi, non hanno senso. «Generazioni di giovani hanno frequentato quelle strutture nelle stesse condizioni», afferma Mazzoni, «non è mai successo nulla di grave e nessuno finora ha posto questi problemi». Dello stesso avviso è il presidente del comitato di quartiere della Cona Domenico Bucciarelli. Secondo lui le motivazioni indicate per giustificare il trasferimento sono pretestuose. «Il traffico è stato già notevolmente ridimensionato con l'apertura del Lotto zero», osserva, «mentre la sicurezza stradale per gli studenti verrebbe migliorata con la realizzazione delle opere pubbliche previste in un prossimo intervento da 1,3 milioni di euro in fase di approvazione da parte del consiglio comunale». Il trasloco, secondo Bucciarelli, otterrebbe l’unico deprecabile risultato di contribuire allo svilimento definitivo del quartiere. «Alla Cona non rimarrà che qualche ferro vecchio della stazione elettrica ed il degrado ambientale-sanitario dell'ex fornace», fa sapere, «alla faccia della sbandierata riqualificazione della zona». (g.d.m.)
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