Gli studenti: «Rammaricati per la chiusura delle superiori»

9 Febbraio 2021

TERAMO. I rappresentanti degli studenti teramani si scagliano contro l’ordinanza con cui il governatore Marco Marsilio ha chiuso le scuole superiori. «Il presidente ha imposto limitazioni alle scuole,...

TERAMO. I rappresentanti degli studenti teramani si scagliano contro l’ordinanza con cui il governatore Marco Marsilio ha chiuso le scuole superiori. «Il presidente ha imposto limitazioni alle scuole, lasciando aperti bar, ristoranti e centri commerciali, senza tener conto che il territorio è in zona gialla», scrive la consulta provinciale degli studenti, «Per questo la chiusura delle scuole è in evidente contrasto con le direttive nazionali».
Continua in una nota l’organo guidato dal presidente Francesco Berardinelli: «Preso atto che l’ordinanza impone la didattica a distanza per tutte le scuole secondarie di secondo grado per 14 giorni, la consulta rileva con forte rammarico che il disagio delle misure adottate ricade sul popolo studentesco già gravato da mesi di didattica a distanza, nonostante lo sforzo profuso da tutte le istituzioni per la realizzazione di un efficiente ed adeguato piano trasporti». Poi ancora, ricordando che le lezioni si stavano svolgendo con la didattica in presenza in modalità ridotta: «Da marzo 2020 la situazione è di totale incertezza, per gli studenti maturandi in particolare. La didattica a distanza dovrebbe essere una scelta ponderata, motivata ed assunta solo qualora non vi fossero altre possibilità perseguibili». Infine l’auspicio: «Poiché l’ordinanza interviene principalmente sulle scuole secondarie di secondo grado, dimostrando la posizione non prioritaria nella quale vengono messe le stesse, la consulta auspica che le istituzioni regionali valutino per il futuro provvedimenti meno drastici per la vita già difficile degli studenti, anche mediante il coinvolgimento dei rappresentanti della comunità scolastica regionale».
L’ordinanza di Marsilio, pubblicata il 3 febbraio e in vigore da ieri, era stata oggetto nei giorni scorsi di forti critiche anche da parte del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che è anche presidente regionale dell’Anci e che si era detto «contrariato, innanzitutto per il metodo, perché non c’è stata alcuna concertazione con i sindaci, e poi perché non viene fatta alcuna differenziazione sul territorio».(red.te)