gli studenti scrivono i propri pensieri su restrizioni e libertà negate

15 Gennaio 2021

Si chiama “L’Infinito oltre i balconi” il progetto portato avanti durante la seconda ondata Covid dalla classe 5ª Rim dell’Istituto superiore Pascal-Forti-Comi di Teramo, e nato dall’idea di legare...

Si chiama “L’Infinito oltre i balconi” il progetto portato avanti durante la seconda ondata Covid dalla classe 5ª Rim dell’Istituto superiore Pascal-Forti-Comi di Teramo, e nato dall’idea di legare la famosa lirica di Giacomo Leopardi alle restrizioni imposte dalla pandemia. «Leopardi», si legge in una nota, «immagina la siepe come un ostacolo al proprio slancio verso la libertà e la nostalgia dei ricordi, ma cosa accadrebbe se immaginassimo il poeta nella realtà di oggi? Quale sarebbe la sua siepe? E se ci trovassimo al suo posto? Cosa osserveremmo dai nostri balconi?». Questa è la domanda che si sono posti gli studenti della 5ª Rim (Relazioni
Internazionali Marketing), coordinati dal docente di Italiano e Storia Davide
Mastroianni, che scrive: «La situazione di pandemia, causata dall’arrivo del Covid-19, ha paralizzato quello che tutti noi davamo per scontato, la normalità. Normalità
“mancata” che i ragazzi e le ragazze di oggi avvertono molto più di noi adulti. Lo sguardo, oltre l’infinito, è l’unica voce che ci permette di esprimere sentimenti e desideri.
La mente e il cuore la loro cassa di risonanza». Così i ragazzi della classe, che in quel momento non potevano andare a scuola in presenza, hanno scritto i propri pensieri sulla perdita della libertà e sull’impossibilità di sostituire il contatto umano in presenza con le relazioni virtuali consentite dalla tecnologia, abbinando a questi scritti le fotografie di quello che vedevano dai loro balconi (nella foto a destra il collage delle 12 immagini).