Golden Lady, via alle calze senza cucitura

23 Aprile 2015

Basciano, i lavoratori approvano l’accordo che salva due reparti e prevede un altro anno di solidarietà

BASCIANO. Via libera alla produzione delle calze senza cucitura alla Golden Lady di Basciano. L’assemblea dei lavoratori ha approvato l’ipotesi di accordo siglata dai sindacati con l’azienda, martedì scorso. In sintensi l’intesa prevede un altro anno di contratto di solidarietà e la salvaguardia dei due reparti che erano destinati alla chiusura. I 335 dipendenti dello stabilimento di Basciano tornano a guardare al futuro con un po’ più di tranquillità.

«La Golden Lady ritorna a fare investimenti a Basciano dopo una decina di anni», esordisce Giovanni Timoteo, segretario della Filctem Cgil, « trasferendo qui un pezzo della produzione della calza senza cucitura, che prima era orientata a fare solo in Serbia». Ottanta macchine per la tessitura delle calze saranno mandate in un laboratorio a Firenze per renderle adatte alla produzione delle nuove calze. Per adesso ne sono state inviate 19. «Adesso si stanno testando un paio di macchine», aggiunge Serafino Masci della Femca Cisl, «quando torneranno le altre da Firenze potrà iniziare la produzione. L’azienda è in fase di riorganizzazione ed è necessario prevedere un altro anno di contratto di solidarietà. Quello nuovo, che prenderà il via il 27 maggio, prevede una minore percentuale di riduzione dell’orario, dal 57 al 52%».

L’assemblea ha approvato il documento sottopostole da Cgil, Cisl e Uil «confortata rispetto agli ultimi anni, consapevole che in questo momento è avviato un possibile rilancio», fa notare Timoteo, «nell’accordo la Golden Lady mantiene aperti i reparti tessitura e cucitura, anche se resta necessario il contratto di solidarietà, che non è detto venga utilizzata tutta». Anche Masci sottolinea l’esistenza di un «nuovo investimento, di cui dobbiamo misurare efficacia e risultati. Stiamo dando seguito con l'azienda a un programma che prevede nuovi investimenti, la riattivazione di alcuni reparti precedentemente cessati, ma il tutto deve essere accompagnato dall'utilizzo degli ammortizzatori sociali perchè attualmente non sono in grado di saturare la capacità produttiva. E’ un percorso di lungo respiro che seguiremo con attenzione nella speranza che il tutto dia i primi frutti, in un contesto problematico visto che il mercato stenta a ripartire. (a.f.)

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