Gran Sasso, paura per una frana di massi

Lo smottamento nella zona della Valle dell’Inferno sul Corno Grande, non ci sono feriti
TERAMO. A dare il primo allarme, nella tarda mattinata di ieri, è stato un turista che si trovava nel piazzale dell’albergo di Campo Imperatore. E’ stato lui a sentire il boato e, contemporaneamente, a notare una nuvola di polvere. E’ una frana che i vigili del fuoco dell’Aquila non esitano a definire rilevante quella che ieri mattina si è verificata tra i versanti aquilano e teramano del Gran Sasso. Il movimento franoso è avvenuto al di sotto del sentiero che porta al bivacco Bafile, nella zona della valle dell'Inferno, a circa 2.600 metri di quota. Il movimento potrebbe essere stato causato anche dal caldo di questi giorni che, viste anche le escursioni notturne, potrebbe aver favorito il restringimento e l’allargamento delle masse rocciose. Inizialmente si era diffusa la voce che il fatto avesse interessato la via direttissima che porta al Corno Grande, ma con il passere delle ore la situazione è stata chiarita. I pompieri dopo aver controllato anche dall'alto con l'elicottero il territorio interessato parlano di una frana di «notevoli dimensioni» ma sotto controllo. E, subito dopo l’allarme controlli sono stati fatti anche sul versante teramano del Gran Sasso, in particolare sul Corno Grande nella zona di Casale San Nicola. Qui, infatti, il 21 agosto del 2006 si verificò una grossa frana che interessò un vasto fronte della montagna. Quel giorno, a scopo precauzionale, venne anche chiusa l’A24 dopo le chiamate di molti automobilisti allarmati per la nuvola di polvere che avanzava. E proprio in considerazione di questo precedente ieri mattina i vigili del fuoco del comando provinciale teramano hanno ispezionato una vasta zona per controllare che non ci fossero distacchi. Dopo una verifica durata alcune ore i pompieri hanno escluso frane o distacchi sul versante teramano.(d.p.)
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