Grande corteo di studenti contro l’Europa e Renzi

Venerdì la protesta dei ragazzi degli istituti superiori di Giulianova e Roseto insieme agli universitari: dal liceo “Curie” arriveranno in piazza del Mare
GIULIANOVA. Gli studenti degli istituti superiori di Giulianova e Roseto scenderanno in piazza venerdì prossimo accanto ai docenti e a tutti coloro che, scrivono in una nota, «non si riconoscono nella “Buona scuola”, nello “Sblocca Italia”, nel “Jobs act” e nella legge di stabilità che favorisce l’1% a scapito del restante 99%», e daranno vita ad un corteo che, dal piazzale antistante il liceo scientifico “Marie Curie”, si snoderà per le strade cittadine fino a piazza del Mare. «Noi non siamo azioni finanziarie e titoli di stato», rivendicano gli studenti, «abbiamo la nostra dignità».
I ragazzi, dopo una riunione tenutasi lo scorso 10 novembre, hanno capito che mobilitarsi è per loro un «dovere morale» e che la protesta è una giusta «rivendicazione del diritto alla dignità dell’essere umano, negata dal sistema tecnocratico dei governi economici imposti dall’Europa». È giunta l’ora, ritengono, di rivendicare e pretendere un futuro che non sia più incerto e chiedono che sia il governo italiano a creare condizioni di vita, e soprattutto aspettative per i giovani, più sicure. Per conto del loro portavoce, il giuliese Pablo Ghaderi del comitato studentesco ControCorrente dell’università di Teramo (ma insieme a lui ci sono venti rappresentanti degli istituti superiori di Giulianova e Roseto, oltre a quelli dell’UniTe), gli studenti si scagliano contro l’Europa «delle imposizioni e delle imposte, che chiede ma non concede e che governa economicamente e socialmente le nostre vite», ma anche contro l’Italia di Renzi, che «promuove senza freni l’ingresso di enti privati nelle pubbliche istituzioni». L’aumento delle imposte universitarie, spiegano ad esempio gli studenti, rende evidente il «drastico divenire della scuola d’elite e i finanziamenti alle scuole private favoriscono da anni l’ingresso del mercato del lavoro solo di coloro che hanno le disponibilità economiche». Gli studenti contestano anche i 6 miliardi di euro tagliati alla scuola con la legge di stabilità 2015, fondi che invece, sottolineano, rimangono stabili per la realizzazione della Tav (5 miliardi) e l’acquisto dei cacciabombardieri (15 miliardi).
Margherita Totaro
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