Gravina: «L’ateneo di Teramo è casa mia»

Il presidente della Federcalcio al convegno “Sport è cultura”. Di Campitelli dice: «Va sostenuto»
TERAMO. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, è tornato ieri all'università di Teramo, dove ha insegnato per alcuni anni. Gravina ha preso parte al convegno "Sport è cultura", organizzato nella sala delle lauree della facoltà di Scienze politiche. Durante il dibattito, moderato dal docente Luigi Mastrangelo, si è parlato dei corsi di laurea in Scienze dello sport, che furono promossi dall'ateneo teramano (primo in Europa) proprio grazie all'impegno di Gravina e del compianto ex rettore Luciano Russi. A margine del convegno, introdotto dai saluti del rettore Dino Mastrocola, il presidente della Figc ha detto: «Russi è stato un punto di riferimento fondamentale nella mia vita e già all'inizio degli anni '90 aveva previsto il mio percorso. L'università di Teramo è casa mia e ne conservo un ricordo stupendo».
Gravina ha poi affrontato temi di stretta attualità, come la difficile situazione della serie C: «Il calcio è lo specchio della vita sociale del nostro Paese», ha sottolineato il numero uno della Figc, «ma non sono deluso dalla serie C. Sono solo amareggiato dal fatto che si fa poco per la sostenibilità del movimento. In Lega Pro c'è un livello professionistico che si basa troppo sul volontariato e sulle risorse esclusive dei dirigenti dei club. Non può esserci sport se non c'è etica. Se uno ha i requisiti giusti può fare parte del mondo sportivo. Noi abbiamo istituito un codice di onorabilità». A proposito della ricerca di nuovi soci da parte del Teramo (durante il convegno è arrivato anche il presidente biancorosso Luciano Campitelli), Gravina ha detto: «Campitelli non ha bisogno dei miei consigli. È però una persona che va sostenuta. Bisognerebbe mettere i tappeti rossi a un presidente con tanta storia e con la voglia di investire in un mondo così complicato».
Tra i tanti personaggi intervenuti al convegno, non è passata inosservata la presenza dei dirigenti sportivi Claudio Garzelli e Giuseppe Tambone, del ds del Teramo Sandro Federico e del presidente regionale della Figc Daniele Ortolano. In sala c'era anche Ornella Iavicoli, moglie di Luciano Russi e presidente della fondazione che porta il nome del marito (scomparso 10 anni fa). Il gruppo ultrà teramano Sedici Gradoni, all'esterno dell'ateneo, ha esposto uno striscione polemico nei confronti della Figc: "Parlate di lealtà, moralità e sport come ideali… ma i vostri interessi hanno distrutto il calcio e i suoi valori !".
Gaetano Lombardino
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