Green pass falsi, il pm conferma le accuse

14 Aprile 2023

La Procura ascolana chiude le indagini, coinvolti anche 12 teramani che fecero ricorso ai certificati

TERAMO. L’indagine è quella sul medico di base ascolano che l’anno scorso venne arrestato con l’accusa di aver firmato decine di falsi Green pass in cambio di soldi: ovvero le certificazioni dell’avvenuta vaccinazione ma senza che nessuna dose fosse mai stata inoculata ai titolari dei Green pass.
Nell’inchiesta della Procura ascolana ci sono anche 12 teramani: secondo l’accusa sono tra coloro che avrebbero pagato per avere il Green pass senza vaccinarsi. La Procura ascolana ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini confermando per tutti i 50 coinvolti le accuse di falso, truffa e corruzione. Ovvero il medico ascolano all’epoca arrestato, alcuni accusati di aver fatto da intermediari e decine di clienti. Il medico di Ascoli è accusato di aver rilasciato Green pass falsi senza sottoporre i pazienti alla somministrazione del vaccino anti Covid. Secondo quanto sostenuto dalla Procura, ipotesi da dimostrare nel corso di un eventuale processo, ciascuno dei pazienti avrebbe consegnato cento euro a Rossi per ottenere la certificazione verde senza che venisse inoculato il vaccino. Contestato a tutti il reato di falso ideologico in concorso con il medico per aver consentito il rilascio della certificazione verde senza procedere alla inoculazione del siero, falso materiale e truffa nei confronti dell’Asur Marche, ovvero l’azienda sanitaria unica regionale, per aver percepito gli emolumenti previsti per ciascuna dose di vaccino somministrata. A chiusura delle indagini sedici clienti hanno scelto di patteggiare.(d.p.)