Gregge di 90 pecore e quintali di insaccati senza controlli

Blitz dei Nas e della Asl in un allevamento della Val Vibrata Sequestrati ovini mai visitati e carne priva di tracciabilità
VAL VIBRATA. Salumi di ogni tipo prodotti non si sa come e dove e novanta pecore "clandestine": hanno travato questo i Nas di Pescara e il servizio veterinario dell'Asl di Teramo giovedì all’alba, quando hanno fatto un blitz in un’azienda agricola della Val Vibrata.
I Nas sospettavano che nell’allevamento ci fossero pecore "senza identità" e hanno scelto per i controlli proprio il periodo natalizio, quando sale il consumo di questo tipo di carne e il rischio sanitario è più alto. Gli investigatori di Pescara, agli ordini del maggiore Domenico Candelli, sanno che i capi di bestiame privi di marche auricolari sono molto spesso affetti da patologie che, se diagnosticate dal veterinario, comporterebbero l'abbattimento dei capi. Patologie che possono anche risultare trasmissibili all'uomo nel caso consumasse prodotti di origine animale derivanti da capi infetti.
Da qui la decisione di effettuare indagare, con il supporto dei militari della compagnia di Alba Adriatica. I militari riescono ad accertare che l'azienda agricola gestisce anche altre realtà produttive: una macelleria ed allevamenti bovini, suini e caprini, oltre che ovini. I militari intervengono all’alba di giovedì. Da Pescara partono altri ispettori del Nas. Dall'Asl di Teramo giungono i veterinari del dipartimento di prevenzione. Una ventina di capi ovini vengono trovati sono senza marche auricolari o altri segni di identificazione. Alcune pecore di queste non hanno neanche il foro nel padiglione auricolare: non sono mai state inserite nella Banca dati nazionale degli ovini, quindi mai controllate. Per tutti i capi ovini adulti presenti in stalla scatta il divieto di movimentazione nell'attesa di svolgere accertamenti sulla provenienza dei capi. Nella macelleria, invece, vengono vincolati sanitariamente diversi quintali di prodotti a base di carne e insaccati per i quali non sono state fornite notizie utili a ricostruirne la rintracciabilità. Si tratta di lonze, prosciutti e altri insaccati per migliaia di euro che, probabilmente, verranno distrutti. Due locali di lavorazione – uno era addirittura sotterraneo – sono risultati privi di notifica all'autorità competente, per cui è scattato il provvedimento di chiusura. Salatissime le sanzioni amministrative a carico dei titolari dell'azienda.
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