Grimi: «Le vendite online ci schiacciano»

Per il presidente di Confesercenti gli sconti di fine stagione «non hanno senso. Sul web niente regole»
TERAMO. «Saldi: ha ancora senso questa parola allo stato attuale delle cose?» È la domanda che pone il presidente regionale di Assoturismo Confesercenti Gianluca Grimi, allo scattare dei saldi invernali, definendoli «poco più che un rito tradizionale dovuto per rimarcare l’esistenza di una categoria», quella dei commercianti. In epoca Covid, dove è l’andamento della malattia a guidare il movimento fisico delle persone e a condizionare le vendite, Grimi fa il punto della situazione azzardando un confronto, fra gli operatori degli esercizi commerciali, tenuti a rispettare normative fisiche e burocratiche, e il mondo del gigantismo online. «A differenza dei commercianti, che devono rispettare giorni di apertura e chiusura, effettuare comunicazioni di inizio saldi, chi opera nel commercio online fa quello che vuole sostanzialmente, per lo più senza pagare le tasse», dichiara il presidente di Confesercenti, «senza contare i problemi legati alla carenza di personale per le quarantene. L’Abruzzo fa segnare una media del 5% superiore a quella nazionale riguardo l’e-commerce, con la provincia di Teramo a fare da capofila. Assistiamo con poca fiducia al tentativo di varie amministrazioni comunali di creare degli schemi, che favoriscano il commercio online per i comuni: non è la strada giusta, perché sono gli stessi comuni quelli ad essere danneggiati da tale scelta». Non esiste, secondo Grimi, una ricetta progettuale, ma occorre prendere atto che di questo passo, in Abruzzo e soprattutto nel Teramano, «avremo a che fare con la “riconversione” delle mega strutture commerciali, non più sostenibili come il caso Cityper o il Mercatone Uno di Pineto, ormai solo un ricordo». Da questo, con interventi sistemici di tutti gli attori coinvolti, si dovrà partire per affrontare la situazione.
Stefania Gervasini

