Gruppo Atr, ultimo atto: ufficiale il licenziamento dei 63 dipendenti

10 Aprile 2022

Curatori e sindacati hanno firmato l’accordo venerdì: a partire da giugno tutti i lavoratori a casa Non è stato possibile rilanciare l’azienda che produceva componenti in carbonio per le auto

COLONNELLA. La fine dell’Atr Group è scritta nero su bianco nel verbale di accordo sindacale di licenziamento collettivo sottoscritto venerdì in Confindustria Teramo con i curatori fallimentari alla presenza dei segretari provinciali dei metalmeccanici (Fiom, Fim e Uilm). I 63 dipendenti della storica azienda dei componenti in fibra di carbonio vengono mandati a casa ponendo fine a una serie di vicende sindacali e giudiziarie volte a risollevare le sorti aziendali con vari passaggi di proprietà, cercando di mantenere i livelli occupazionali che però si sono via via assottigliati fino all’azzeramento, che scatterà a partire dal prossimo giugno.
Nel novembre 2020 il tribunale di Teramo aveva dichiarato il fallimento dell’azienda, senza possibilità di attivare l’esercizio provvisorio. Così, nello scorso marzo, i curatori hanno avviato le procedure di licenziamento collettivo non essendoci possibilità di salvare i posti di lavoro nello stabilimento di Colonnella.
La politica si scatena e inizia lo scambio di accuse. Sandro Mariani, capogruppo di “Abruzzo in Comune” in Regione, lancia un siluro all’assessore al lavoro, Pietro Quaresimale: «Invece di pensare a fare annunci di fantomatici soldi che poi, molto spesso, nemmeno arrivano, Quaresimale pensasse alle numerose crisi occupazionali che colpiscono l’Abruzzo e, in particolare, la provincia di Teramo. Dopo anni di tira e molla e tavoli regionali di concertazione rivelatisi inutili, che hanno visto la giunta Marsilio “spettatrice non pagante” di questa triste vicenda, ora si è arrivati al capolinea. A rimetterci sono oltre 60 famiglie del nostro territorio che, malgrado le numerose promesse ricevute e le passerelle politiche a cui hanno dovuto assistere, si ritrovano oggi con un pugno di mosche». La risposta di Quaresimale non si è fatta attendere: «Leggere le parole di Mariani lascia intendere che il suo impegno politico è fatto solo di proclami e accuse. Mariani è stato per cinque anni in maggioranza e aveva anche il governo nazionale della sua sponda politica. La questione Atr non è sorta ieri. Se Mariani, oltre ad accusare il politico di turno, si fosse impegnato cinque anni fa, vista la sua bravura e capacità, non avremmo ereditato questa situazione. O forse Mariani per cinque anni non si è occupato minimamente dell’Atr lasciando che gli operai perdessero il lavoro? Nell’ambito delle competenze della Regione, in questo periodo si è, invece, riusciti a prevedere somme per incentivare la ricollocazione di chi oggi purtroppo non ha più il lavoro. Se questo non basta, invito il consigliere, dall'alto delle sue strategie politiche, a individuare soluzioni; sono pronto ad accogliere i suoi suggerimenti».
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