Guado a Carapollo sbarrato dalla Team Scoppia la protesta

8 Dicembre 2016

Cittadini infuriati, il consigliere Sbraccia: il sindaco c’ignora Ha deciso Stirpe: c’è pericolo, passano solo i nostri mezzi

TERAMO. E' davvero uno "strano caso" quello del guado sul Tordino in contrada Carapollo. Da un paio giorni il passaggio è chiuso, bloccato da sbarre. Il transito è consentito solo ai mezzi della Team, che ha in quella zona il proprio punto di stoccaggio dei rifiuti raccolti con il porta a porta. A usare il guado per arrivare prima in città erano anche i residenti di Poggio Cono e di Valle Canzano che ora insorgono contro lo sbarramento. Minacciano azioni di protesta, preparano una corposa petizione e in qualche caso forzano anche il blocco.

La protesta è condivisa e sostenuta dal consigliere comunale di riferimento di quella zona, Domenico Sbraccia. Secondo lui, il blocco del passaggio è l'ennesima mortificazione inflitta ai residenti, costretti a percorsi molto più lunghi per arrivare in centro. «I soldi con cui la Team ha allestito il guado non sono forse dei cittadini che pagano la tassa sui rifiuti?», attacca, «e se è un problema di sicurezza questo non riguarda anche gli operatori e i mezzi della società?». Sbraccia, battitore libero sebbene inquadrato nei ranghi ristretti della maggioranza consiliare, chiama in causa anche il sindaco Maurizio Brucchi: «In campagna elettorale ci è venuto a dire che quel passaggio sarebbe rimasto libero e a disposizione di tutti, ora non può lavarsene le mani e scaricare tutte le responsabilità sulla Team».

Il provvedimento che impone lo sbarramento del guado in effetti è stato firmato dal responsabile per la sicurezza della società pubblico-privata Pierangelo Stirpe che non ci pensa affatto a cedere alle pressioni. «C'è una prescrizione chiara del genio civile che consente il passaggio solo ai mezzi di servizio della Team», spiega, «i cartelli ci sono ma vengono ignorati». L'unica soluzione è rimasta, dunque, l'abbassamento delle sbarre. La stranezza, secondo Stirpe, sta nella scarsa attenzione al rispetto delle regole e alla tutela della propria incolumità con l’avallo di chi ha ruoli istituzionali. L'assenza di protezioni ai lati del guado, infatti, aumenta il pericolo che un'auto vada fuori strada. «In quel caso cosa dovrei dire al giudice?», domanda il dirigente. (g.d.m.)

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