Guardie mediche tagliate, nuovo appello

TERAMO. L'ultimo, in ordine di tempo, a dire “no” alla chiusura delle guardie mediche è stato il sindaco di Castelli Rinaldo Seca. Una voce, contro l'ipotesi di tagliare il presidio di Colledara, che...
TERAMO. L'ultimo, in ordine di tempo, a dire “no” alla chiusura delle guardie mediche è stato il sindaco di Castelli Rinaldo Seca. Una voce, contro l'ipotesi di tagliare il presidio di Colledara, che racchiude quella dei colleghi dei comuni dell'entroterra preoccupati per la perdita di servizi sanitari importanti per il territorio.
Sul tema torna il sindaco di Teramo e presidente del comitato ristretto dei sindaci Gianguido D'Alberto che ribadisce una ferma contrarietà a una politica di tagli ed invoca un confronto fra le parti per una ponderata rivisitazione del sistema sanitario locale.
«Siamo disponibili a sederci attorno a un tavolo con la Asl per ridefinire il piano territoriale all'interno di una pianificazione delle guardie mediche che deve fare la Regione Abruzzo e che al momento non è stata messa in campo. Il tema delle guardie mediche non può essere affrontato in modo isolato», dice D'Alberto. I tagli sono frutto di una delibera regionale del 2016 che in base al rapporto fra medici e popolazione dovrebbe portare alla chiusura, nel Teramano, della guardia medica a Nereto, Castellalto e Colledara. Contro la chiusura era stato presentato un ricorso al Tribunale regionale amministrativo, poi rigettato.
Per D'Alberto va rivisto il senso di quella delibera, che con i dati odierni andrebbe a colpire anche altre guardie mediche del territorio abruzzese, perché oggi la situazione sanitaria è diversa rispetto a cinque anni fa. Con l’emergenza Covid che, in questo discorso, non può essere trascurato. «Ogni decisione dovrebbe essere assunta sulla base di una programmazione che interessi l'intera rete di assistenza sanitaria e non singole parti, come le guardie mediche», conclude D'Alberto che rinnova la necessità di un tavolo di confronto sul tema.
Un caso, quello delle guardie mediche, che dopo le proteste dei giorni scorsi è destinato a sollevare nuove reazioni di protesta su tutto il territorio provinciale.(v.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

