Guerini tiene a battesimo Di Girolamo

Roseto, Odeon strapieno per il braccio destro di Renzi a sostegno del candidato sindaco del Pd
ROSETO. C’era il gotha del Pd abruzzese ieri sera alla presentazione del candidato sindaco di Roseto, Sabatino Di Girolamo, tenuto a battesimo da Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale del Pd e braccio destro di Matteo Renzi.
Gran cerimoniere il parlamentare rosetano Tommaso Ginoble, il quale ha confermato la sua abilità nel tessere tele politiche riuscendo a mettere insieme le varie anime del partito: da Gianluca Fusilli a Manola Di Pasquale, a Luciano Monticelli e molti altri. E anche oltre: era presente anche Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico. Ma il vero successo è stata la presenza di pubblico, che ha occupato gli oltre 400 posti a sedere del cine-teatro Odeon, cui vanno aggiunte altrettante persone in piedi e le altre rimaste fuori dalla sala. «Le primarie rappresentano il codice genetico del Pd» ha sottolineato Ginoble, «e Di Girolamo è stato l’unico a metterci la faccia. Ora l’unico avversario su cui concentrarci e che dobbiamo sconfiggere è il sindaco uscente Pavone per restituire a Roseto il ruolo che le compete».
Di Girolamo ha fatto un’analisi puntuale della situazione politica generale, ponendo l’accento sulla necessità di ripristinare la filiera politica con Regione, Provincia e governo centrale. «L’amministrazione comunale uscente», ha sottolineato Di Girolamo, «si è sempre trincerata dietro la mancanza di risorse finanziarie, portando avanti solo una politica del tirare a campare. Dobbiamo ridare slancio a Roseto e per portare avanti questo compito vorrò accanto a me persone di esperienza insieme a molti giovani. Molto vorrò apprendere direttamente dai rosetani, stando in mezzo a loro ponendomi come un interlocutore». L’intervento di Guerini è stato preceduto da un siparietto con Ginoble, che lo ha interrotto togliendogli per un attimo il microfono di mano per ribadire come Roseto abbia portato fortuna al vicesegretario. «È l’unico che lo possa fare», ha sottolineato Guerini ironizzando sullo ‘scippo’ del microfono , «anche perché sono venuto per la prima volta in questa città invitato da Tommaso e poco dopo ho avuto l’incarico da vicesegretario nazionale del Pd». Quindi il consiglio a Di Girolamo: «Fare il sindaco significa sperimentare la propria inadeguatezza ma i problemi si possono superare solo partendo dall’io per diventare noi». Federico Centola
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