Guide del Borsacchio, l’istanza: «Bisogna riconfinare la riserva»

29 Maggio 2023

Sulle cartografie risultano campagne e vigneti dove nella realtà è avanzato il mare e c’è la spiaggia Gli ambientalisti: «Continue controversie tra Comune e proprietari, va finito il lavoro interrotto»

ROSETO. Il legale delle Guide del Borsacchio, Fabio Celommi, ha inviato ad amministrazione comunale, capitaneria di porto di Pescara e Dipartimento Infrastrutture e Trasporti (Servizio opere marittime) un'istanza ufficiale con richiesta di riavvio della riconfinazione del demanio marittimo all'interno della riserva naturale del Borsacchio. Riconfinazione che, come si legge nel documento inviato agli enti preposti, era stata avviata e poi «sospesa dalla Capitaneria di porto di Pescara in data 28/04/2021 per effetto delle problematiche dovute all'emergenza pandemica».
Le Guide del Borsacchio spiegano in una nota: «Dagli anni '70 è iniziato un rapido processo di erosione costiera che ha toccato pesantemente Cologna Spiaggia e la riserva Borsacchio». In effetti quella che una volta era un'area ricca di colture e vigneti a ridosso della spiaggia oggi non esiste più. «Secondo le cartografie», prosegue la nota, «il tratto che oggi è riserva non è stato da moltissimi anni oggetto di una riconfinazione della linea di costa. Questo significa semplicemente che dove nella realtà c'è il mare e una spiaggia, demanio per diritto, per le cartografie ci sono campagne e vigneti». Ciò ha causato nel corso degli anni «innumerevoli disguidi, fraintendimenti, stalli, blocchi, incomprensioni che hanno portato proprietari, Comune ed enti a fronteggiare continue controversie». Le Guide ricordano anche la questione di casa Mataloni, o "Casa verde", il rudere all'interno della riserva, questione che, «per via di questo rallentamento e stallo dei lavori di riconfinazione della linea di costa, è oggetto di controversie fra Comune e proprietari, così come altre zone, anche fuori riserva, sia a Cologna che a Roseto». E concludono: «Bisogna far ripartire i lavori di aggiornamento delle cartografie e mettere su carta quel che è nella realtà. Dove c'è il mare deve risultare il mare e dove c'è una spiaggia deve risultare una spiaggia, dove c'è un terreno deve risultare un terreno. Non è possibile intervenire o pianificare una concreta azione di mitigazione dei fenomeni erosivi senza questo passaggio».
Enrico Cipolletti
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