Guidobaldi, stoccata a funzionari e dirigenti

L’assessore in odore di dimissioni accusa: «Qui bisogna correre e non si corre Non si incentivano commercio e turismo mandando i controlli alle attività»
GIULIANOVA. «Sono una persona che può vivere senza un incarico politico, deciderò se dimettermi dopo essermi consultato con il sindaco e con il mio gruppo». A parlare è Pierangelo Guidobaldi, che, seppure lascia uno spiraglio aperto, sta seriamente pensando di abbandonare a settembre il suo ruolo da assessore alla cultura e alle manifestazioni. «Se mi dimetterò», spiega Guidobaldi, «non sarà a causa delle incomprensioni con il sindaco Francesco Mastromauro, che anzi ringrazio per avermi dato la possibilità di fare questa esperienza. Molti, a inizio legislatura, hanno fatto scommesse sulla nostra caratterialità e puntato sul fatto che non saremmo durati insieme. Invece il nostro percorso è stato cosparso di continui confronti». L’assessore appare disteso, con la serenità di chi ha fatto quel che era in suo potere per curare i settori compresi nel suo assessorato (dal turismo al commercio, dalle manifestazioni allo sport) e senza rimpianti. «Devo cercare di capire», continua Guidobaldi, «se il mio lavoro è ancora utile».
Certo è che l’assessore non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, puntando il dito contro dirigenti e funzionari comunali che, invece di rendere il lavoro più facile agli amministratori, spesso e volentieri creano intoppi. «Bisogna correre e non si corre», commenta Guidobaldi, «la mia non è una critica al metodo politico, ma alla funzionalità del Comune. Rivolgo un appello a dirigenti e funzionari affinchè si recuperino quei valori persi. Bisogna lavorare come se si stesse dirigendo un’azienda. I dirigenti dovrebbero essere gli attuatori delle scelte politiche e invece fannoscelte contrarie». L’assessore, infatti, insiste sulla necessità di puntare sul turismo, lodando anche l’intuizione del sindaco di istituire le consulte comunali, che hanno dato moltissimi spunti all’amministrazione (benché non tutti realizzabili vista la scarsità di fondi). «Non si possono mandare i controlli a un’attività solo perché ha deciso di mettere i tavolini in piazza Belvedere», ricorda l’assessore, in riferimento ai controlli effettuati due mesi fa al “Cult l’altro”, «in questo modo non si incentiva il commercio. Ricordo a tutti coloro che citano altre realtà limitrofe, che sembrano tutte più belle della nostra, che ci sono tavolini all’aperto ovunque. In questi mesi ho assistito a una crescita dei commercianti giuliesi, come quelli che hanno organizzato, con l’aiuto solo logistico del Comune, la notte dello shopping, ma anche dei cittadini che, attraverso i comitati di quartiere, si sono impegnati in prima persona. Se c’è tanto volontariato, chi lavora in Comune deve impegnarsi altrettanto».
Margherita Totaro
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