Ha anche introiti leciti: dissequestrati i beni di una rom

MARTINSICURO. Nell’ottobre dell’anno scorso il tribunale dell’Aquila, su proposta della questura di Teramo, le aveva sequestrato – ai fini della confisca – due immobili e due autovetture perché...
MARTINSICURO. Nell’ottobre dell’anno scorso il tribunale dell’Aquila, su proposta della questura di Teramo, le aveva sequestrato – ai fini della confisca – due immobili e due autovetture perché quelle proprietà sarebbero derivate da attività illecite, essendo il loro valore sproporzionato ai redditi suoi e della famiglia. Ora lo stesso tribunale ha dissequestrato i beni di S.B., una donna di etnia rom di 32 anni residente a Martinsicuro. Il precedente provvedimento di sequestro è stato revocato, e la richiesta di confisca respinta, in quanto la memoria difensiva prodotta dagli avvocati della donna, Mario Ciafrè e Nello Di Sabatino, ha dimostrato che il nucleo familiare di S.B. ha usufruito di introiti leciti, in particolare delle pensioni di invalidità percepite per i tre figli, che sarebbero stati sufficienti a giustificare gli acquisti degli immobili – ubicati entrambi nella zona sud di Villa Rosa – e delle due autovetture.
La questura di Teramo aveva chiesto per la giovane rom anche l’applicazione della sorveglianza speciale, ritenendola socialmente pericolosa a causa delle condanne riportate per droga e ricettazione e dei due recenti episodi di furti ai danni di anziani di cui si era resa protagonista. Su questo il tribunale dell’Aquila ha dato pienamente ragione alla questura, mettendo nero su bianco che S.B. vive in parte grazie al provento di attività delittuose, in particolare i furti di cui sopra: per questo è stata inflitta alla donna la misura della sorveglianza speciale per tre anni, durante i quali non potrà lasciare il territorio comunale di Martinsicuro.(red.te)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

