Ha ucciso il padre, ricorso per i domiciliari

11 Dicembre 2023

Oggi al tribunale del Riesame il caso del 49enne teramano che ha accoltellato il genitore in viale Crispi

TERAMO. È fissata per oggi al tribunale del Riesame dell’Aquila la discussione del ricorso contro il no del giudice agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Francesco Di Rocco, il 49enne studente universitario fuori corso, da dieci giorni in carcere dopo aver ucciso con decine di coltellate il papà Mario, 83ene ex capostazione ferroviario, descritto dal figlio come «padre padrone».
Il ricorso al tribunale del Riesame è stato presentato dall’avvocato Federica Benguardato, difensore dell’uomo. L’autopsia ha disegnato la dinamica di un omicidio d’impeto: sono decine le coltellate che l’uomo ha inferto al padre, morto dissanguato qualche ora dopo l’arrivo in ospedale. Un delitto consumato nella tarda serata del 20 novembre nella cucina del vecchio alloggio sopra la stazione ferroviaria, in viale Crispi, con il figlio che dopo aver impugnato un coltello da cucina con una lama da 25 centimetri ha colpito più volte il padre. Di Rocco, nel corso dell’udienza di convalida, al giudice ha detto che non voleva uccidere il padre e che ha preso il coltello in un momento di rabbia dopo l’ennesimo litigio perché esasperato dall’atteggiamento opprimente dell’anziano genitore.
«Non volevo uccidere», ha detto, «non avrei mai voluto fare del male a mio padre anche se per una vita mi ha oppresso. Ho preso il coltello perché volevo fargli capire che non potevo più andare avanti a sopportare».(d.p.)
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