Ha un rene rotto, va al Mazzini e non trova chi possa operarlo

La radiologia interventistica è attiva solo dalle 8 alle 14 e il paziente è arrivato in ospedale ieri notte È stato portato all’Aquila ma alla fine ha perso l’organo. Caputo: «Presto saremo funzionanti h 24»
TERAMO. Ancora impossibili interventi di radiologia interventistica di notte. A dire il vero anche di pomeriggio. Tutta la gravità di avere un servizio attivo solo dalle 8 alle 14 è emersa, di nuovo, ieri alle 4,30 del mattino. In ospedale è arrivato un paziente di 61 anni, dializzato, proveniente da Isola con una rottura di un rene.
La Tac ha evidenziato che c’era un vaso che sanguinava. In questi casi è molto appropriato un approccio per via endovascolare, senza fare un intervento chirurgico tradizionale. I radiologi interventisti possono embolizzare il vaso che perde sangue senza tagli. Questo consente di evitare copiose emorragie e quindi offre la possibilità di salvare il rene.
L’urologo di turno ha dunque contattato i due radiologi interventisti del Mazzini, prima Edoardo Puglielli e poi il primario Nevia Caputo. Entrambi hanno chiarito che non esiste un turno di notte. A quel punto non è rimasto altro che attivare la convenzione con la radiologia interventistica dell’Aquila e il paziente – che peraltro in questi casi dovrebbe rimanere immobile – è stato portato in ambulanza all’Aquila. Risulta che il 61enne di Isola, alla fine, il rene l’abbia perso.
La radiologia interventistica “a mezzo servizio” costituisce indubbiamente un problema, una riduzione del livello della qualità dell’assistenza sanitaria. Ma i tempi perchè il servizio torni a esplicare la propria attività sulle 24 ore non sono lunghi. Di questo è convinta il primario radiologo Nevia Caputo, che peraltro è un nome di spicco in Italia proprio in questa branca. «Sarà attivato molto rapidamente sulle 24 ore, il tempo di espletare i concorsi in atto. Quando arriva almeno un'altra persona sarà possibile. Per essere disponibili 24 ore su 24 ci vogliono dei numeri minimi». Il primario radiologo osserva poi che convenzioni con altri ospedali per lo svolgimento di interventi di radiologia interventistica sono frequenti: «A Terni (l’ospedale da cui proviene Caputo, ndr) i pazienti ora vengono portati a Perugia. Non è normale e non dovrebbe succedere ma ci sono situazioni in cui bisogna rimboccarsi le maniche e trovare delle soluzioni».
Ci sono state altre due emergenze notturne, negli ultimi tempi, a cui non è stato possibile dare risposta con un’embolizzazione al Mazzini: una su un ragazzo di Mosciano e l’altra su un paziente di Giulianova. (a.f.)
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