Hascisc, 2 anni e mezzo per 30 chili
La Cassazione accoglie il ricorso, patteggiamento bis per un operaio
TERAMO. A febbraio aveva patteggiato cinque anni per il possesso di trenta chili di hascisc, ma nel frattempo è intervenuto prima il pronunciamento della Corte Costituzionale e poi quello della Cassazione. I giudici della Suprema corte, infatti, a sezioni unite hanno stabilito che vanno rideterminate al ribasso le condanne definitive per spaccio di droghe leggere inflitte nel periodo in cui era in vigore la legge Fini- Giovanardi. Per questo Galica Serian, operaio albanese di 29 anni, arrestato ad Alba, ha fatto ricorso in Cassazione che lo ha accolto stabilendo, sostanzialmente, che la pena andava riformulata alla luce della legge Jervolino-Vassalli: così il suo legale Nello Di Sabatino ha presentato una nuova richiesta di patteggiamento a due anni e mezzo. Richiesta che è stata accolta dal giudice Flavio Conciatori. L’’uomo, che nel frattempo, era in carcere è stato scarcerato e messo ai domiciliari. Nell’ottobre dell’anno scorso Galica venne arrestato dagli agenti della squadra mobile che ormai da tempo lo tenevano sotto controllo e che fecero scattare il blitz nel garage in uso all’albanese con una massiccia operazione antidroga. L’uomo era infatti ritenuto un punto di riferimento di numerosi giovani tossicodipendenti del litorale nord del Teramano, soprattutto Alba e Martinsicuro. Galica all’epoca, evidentemente, si era appena approvvigionato di un ingente quantitativo di droga da distribuire sul mercato locale. Nel locale, situato sempre ad Alba Adriatica, ma lontano dall’abitazione dell’uomo, i poliziotti della sezione antidroga trovarono nascosti in una borsa frigo e in uno scatolone, a loro volta celati da un cumulo di vestiti, decine di panetti di hascisc. Non solo: nella tasca sinistra del giubbotto che aveva indosso l’uomo nascondeva un pacchetto di hascisc del peso di 100 grammi, oltre a 1.000 euro in contanti. (d.p.)

