Hatria, sciopero contro i licenziamenti

30 Agosto 2017

Domani otto ore di astensione e presidio ai cancelli. L’azienda insiste su 55 esuberi e dice no ai contratti di solidarietà

TERAMO. All’Hatria domani si sciopera per otto ore e ci sarà un presidio dei lavoratori davanti ai cancelli. L’azienda è ferma sulla propria posizione: ci sono 55 esuberi e allo scadere della cassa integrazione straordinaria, il prossimo 15 ottobre, non saranno riattivati gli ammortizzatori sociali. Per i sindacati che hanno condotto la trattativa e per i quasi 200 lavoratori dell’azienda di ceramiche sanitarie Sant’Atto, una delle più grandi rimaste nel territorio, che si sono riuniti ieri in assemblea, la procedura di licenziamento collettivo per 55 unità è inaccettabile.
I sindacati che hanno condotto la trattativa riferiscono in una nota: «La Rsu e le segreterie di Filctem Cgil e Femca Cisl hanno richiesto con forza soluzioni alternative ai licenziamenti, alla luce degli andamenti produttivi e commerciali sensibilmente in crescita rispetto all’anno precedente. La direzione dell’Hatria Srl, pur manifestando una generica disponibilità ad individuare parziali soluzioni alternative, di fatto ha ribadito l’indisponibilità a prorogare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, confermando la necessità di procedere alla ristrutturazione attraverso i licenziamenti». I sindacati hanno proposto il ricorso a contratti di solidarietà, l’azienda invece appare disponibile ad effettuare una ricognizione sui lavoratori pensionabili o che potrebbero accedere al pensionamento nell’arco di un paio di anni, e starebbe valutando la possibilità di adottare il part-time per alcuni, «ma di fronte a 55 esuberi», dice Giampiero Dozzi della Filctem Cgil, «le valutiamo soluzioni parziali o minimali».
Le organizzazioni sindacali ritengono che «la posizione aziendale non abbia tenuto in nessun conto l’impatto sociale di tale ristrutturazione» e soprattutto ravvisano «l’assenza di un serio piano industriale di rilancio del sito produttivo di Teramo». Un problema che, secondo Cgil e Cisl, accompagna l’Hatria da quando è stata ceduta dal gruppo Marazzi a un fondo d’investimenti americano, Cobe Capital, che si muoverebbe sulla base di strategie finanziarie più che industriali. Per tutte queste considerazioni, l’assemblea – a stragrande maggioranza – ha dato mandato per la proclamazione di otto ore di sciopero per domani con presidio all’ingresso dello stabilimento di Sant’Atto. C’era una minoranza di lavoratori che chiedeva più ore di sciopero, ma in questa fase i sindacati ritengono che ci sia ancora margine di trattative e , scrivono, «si riservano di adottare ulteriori iniziative sulla base degli sviluppi della procedura in corso».
Dozzi informa poi che la vertenza Hatria verrà portata all’attenzione della politica. «Stiamo sviluppando un’interlocuzione con le istituzioni», dice, «e nei prossimi giorni ci saranno degli incontri con gli enti territoriali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA