«Ho capito che voleva uccidersi e ho bloccato l’accesso ai binari»

4 Luglio 2020

Parla il 21enne rosetano che giovedì a Pineto ha impedito a un pescarese di buttarsi sotto il treno Anni fa il ragazzo ha trovato e consegnato 3mila euro di refurtiva, il suo sogno è fare il carabiniere

PINETO. «In un attimo ci siamo guardati e quello sguardo spento, smarrito, dove ho colto la rassegnazione, mi ha fatto capire che non dovevo lasciare solo quel ragazzo. Ho cercato di dirgli con gli occhi che sarebbe andato tutto bene e l’ho seguito fino alla stazione». Uno sguardo che è durato un istante ma che ad Andrea Salvatore, 21enne di Roseto degli Abruzzi, è sembrato un’eternità e gli ha raccontato il dramma che stava vivendo il 43enne pescarese che giovedì mattina voleva suicidarsi buttandosi sotto un treno a Pineto. L’uomo è stato salvato grazie alla telefonata di Andrea ai carabinieri, che lo hanno fatto desistere e hanno chiamato i genitori.
«Il prossimo treno mi butto», sono state le parole che Andrea ha ascoltato da una telefonata dell’uomo e che lo hanno allarmato, anche se il suo sguardo, come lui stesso racconta, «mi ha colpito più di tutto e mi ha indotto ad agire». Una tranquilla e soleggiata mattina d’estate, che stava scorrendo nel relax per Andrea e i suoi amici nello stabilimento di Pineto vicino alla stazione, si è trasformata in un giorno che il 21enne non dimenticherà mai. Per puro caso la sua vita e quella del 43enne si sono incontrate per raccontare un lieto fine di una storia che poteva trasformarsi in una tragedia. «Ero con i miei amici e ho notato un ragazzo con una valigia che peregrinava senza meta», prosegue, «si è seduto su una panchina dinanzi a me e ha ricevuto una telefonata nella quale minacciava che si sarebbe suicidato all'arrivo del treno. Le sue parole dure, decise e dai contenuti forti mi hanno colpito e ho intuito che si trattava di una persona in grosse difficoltà. Così, senza dire niente per paura di una sua reazione, l'ho seguito». Mentre seguiva l’uomo, Andrea ha telefonato ai carabinieri chiedendo consiglio su come gestire la situazione. Alla stazione il 43enne non ha raggiunto la banchina, anche perché se l’avesse voluto fare ci sarebbe stato Andrea che glielo avrebbe impedito. «Sono rimasto a distanza senza perderlo d’occhio e ho piantonato la porta d’ingresso alla banchina», continua, «per fortuna non sono passati treni in quel frangente, ma se il ragazzo avesse voluto raggiungere i binari lo avrei bloccato e anche se è più robusto di me ed eravamo soli avrei speso tutte le mie forze per salvargli la vita».
Il pianto liberatorio del 43enne che è riecheggiato nella stazione deserta all’arrivo delle forze dell’ordine ha spazzato la tensione, generando in Andrea una grande tristezza, ma anche il sollievo per saperlo al sicuro e salvo. Lo sguardo tra i due ha detto più di mille parole e Andrea lo porterà sempre dentro di sé, rafforzando quello che è il suo sogno: diventare un carabiniere per aiutare gli altri, difendere la legalità e agire secondo giustizia. Il senso di giustizia è forte nel 21enne rosetano, che cinque anni fa ha trovato casualmente una refurtiva del valore di 3mila euro e l’ha consegnata al comando locale ottenendo dal Comune di Roseto il “Premio alla legalità e al senso civico”. «Non dovevo neanche stare lì a Pineto giovedì e ho capito ancor di più quanto sia preziosa la vita e che anche una singola persona che si trova sul nostro cammino può cambiarne il corso», conclude, «per questo non dobbiamo mai voltarci dall’altra parte, ma agire sempre con il cuore e per il prossimo».
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