«Ho partorito, ma quanta paura: io e mio figlio salvati dai medici»

15 Febbraio 2023

Giovane donna teramana colpita da emorragia alla 35esima settimana di gravidanza racconta: «Nel tragitto tra casa e pronto soccorso ho perso due litri di sangue, ma ora stiamo tutti bene»

TERAMO. Da qualche giorno lei e il suo secondogenito sono a casa, ma quello che è successo il 3 febbraio non potrà mai scordalo. «Non solo perché è nato Valerio, ma perché se io e mio figli siamo vivi lo dobbiamo ai medici dell’ospedale di Teramo»: inizia così il racconto di Pamela Di Gennaro, teramana di 35 anni residente a Piano della Lenta.
Già mamma di un bambino di 8 anni, Vittorio, la donna alla seconda gravidanza ha scoperto di avere la placenta previa centrale, ovvero una placenta impiantata a livello del segmento uterino inferiore. Una patologia che si manifesta nel terzo trimestre di gravidanza con emorragie che possono essere anche molto gravi fino a mettere in pericolo la vita di mamma e bambino. «Da quando è stata diagnosticata sono subito stata seguita con grande scrupolo e cura», racconta la donna, «ma alla 35esima settimana ho avuto una emorragia fortissima. Basti pensare che nel tragitto tra Piano della Lenta, dove abito, e l’ospedale Mazzini ha perso quasi due litri di sangue. In ospedale sono stati bravissimi e hanno salvato la vita a me e al mio bambino. Sono arrivata al pronto soccorso alle 16.33 a alle 17.10 mio figlio è nato con parto cesareo e con un peso di un chilo e 940 grammi. Al mio arrivo ho trovate le ginecologhe Cesira Di Francesco e Carla Peluzzi che hanno subito capito la gravità della situazione attivando tutte le procedure. Non smetterò mai di ringraziarle. L’intervento tempestivo ha permesso al mio bambino di nascere e a me di vivere. I medici del reparto di ostetricia sono stati bravissimi così come tutto il personale a cominciare da infermieri e oss. E grande è stata anche la professionalità dimostrata dal personale del nido quando si è preso cura del mio bambino. Ora siamo a casa e stiamo tutti bene, ma io e mio marito non finiremo mai di ringraziare i medici dell’ospedale teramano». Una cosa, in particolare, la 36enne teramana tiene a rimarcare: «La sanità pubblica funziona e il mio caso dimostra che ci sono valide professionalità».(d.p.)
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