«Ho scelto l’ospedale di Teramo col cuore»

Il primario di radiologia Di Egidio lascia Pescara: fedele alla mia città anche se per me è più r ischioso
TERAMO. A bocce ferme, tre giorni dopo il “grande passo”, Vincenzo Di Egidio si dice convinto della sua decisione. Il primario di radiologia del Mazzini, infatti, domenica notte ha scelto Teramo.
L’alternativa era l’ospedale di Pescara, dove Di Egidio è stato primario per due anni, fino al 31 luglio scorso, quando ha chiesto un’aspettativa di 6 mesi per assumere il primariato a Teramo. E i sei mesi sono scaduti proprio domenica 31 gennaio. Il primario si è trovato a dover scegliere proprio quando sono trapelate notizie poco confortanti sul futuro della sanità teramana: il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera stilato dalla Regione prevede infatti il declassamento di diversi reparti, fra cui la neurochirurgia, con cui la radiologia vascolare, specialità in cui Di Egidio è apprezzatissimo specialista, ha stretti rapporti di collaborazione.
Va da sè che questo è un’incognita non da poco e potrebbe rappresentare un freno per la radiologia vascolare. La scelta più prevedibile sarebbe stata Pescara, la cui neurochirurgia resterà unità complessa. Ma Di Egidio ha stupito, scegliendo Teramo. «E’ stata una scelta di cuore», esordisce con un sorriso, «ho ricevuto tante chiamate che mi chiedevano di restare. Andando via mi sarebbe sembrato di tradire la mia gente».
Di Egidio resta comunque legato al “Santo Spirito”. «A Pescara mi sono trovato benissimo. E nell’ottica della Asl unica regionale sarei disposto a collaborare a “costo zero” con il suo ospedale. E’ possibile continuare il lavoro avviato due anni fa, considerando il rapporto ottimo con Armando Mancini, che sarà direttore generale dal 1° marzo e con cui ho lavorato benissimo quando era direttore della stroke unit di quell’ospedale». Di Egidio non è nuovo a questo tipo di proposte: quando vinse il concorso a Pescara fece anche la stessa proposta ai vertici della Asl teramana, che la ignorarono.
Comunque sia, Di Egidio è pronto a impegnarsi a tutto campo al Mazzini. «Se avessi dovuto fare una scelta razionale avrei optato per Pescara: sarà sicuramente uno dei due Hub di riferimento in Abruzzo», osserva, «l’importante è che al Mazzini la neurochirurgia resti: abbiamo un rapporto di collaborazione stretto, oltre che proficuo e duraturo. Sono cosciente che per me è la scelta più difficile, ma sono contento di dare un contributo, anche minimo, affinchè la neurochirurgia resti al Mazzini».
Ospedale a cui Di Egidio è legato a doppio filo, non solo perchè lo zio Mario fu uno dei primari storici del Mazzini, ma anche perchè qui ha trascorso buona parte della carriera. Dopo la laurea e la specializzazione a Chieti ha infatti lavorato per un anno a Conegliano Veneto. Nel ’90 aveva però già vinto un concorso al Mazzini, dove ha lavorato nel 2013 specializzandosi nella radiologia vascolare con corsi di perfezionamento a Firenze, Terni, Milano e Madrid. E all’ospedale di Teramo ha fondato l’unità di radiologia vascolare nel 2008.
«Eravamo talmente convinti che lo facevamo con un apparecchio, l’intensificatore di brillantezza, che si può usare solo per breve tempo:non doveva essere usato per individuare gli aneurismi, per cui si scaldava. E noi allora mandavamo gli infermieri a prendere il ghiaccio al bar per raffreddarlo, che poi si scioglieva e allagava il pavimento. Ma se non fai così e se non ci credi non ottieni risultati: noi abbiamo iniziato a trattare gli ictus nel 2008, gli altri ospedali lo fanno a regime da un paio d’anni». (a.f.)
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