I 27 sindaci: il Bim non va chiuso
Parere unanime in vista dell’audizione del presidente in Regione
TERAMO. "Il Bim non va chiuso". Ad affermarlo sono i sindaci dei 27 Comuni che fanno parte del consorzio del Bacino imbrifero montano. I primi cittadini hanno espresso all'unanimità il loro no alla soppressione dell'ente durante l'incontro di ieri mattina con il presidente Franco Iachetti.
Quest'ultimo li ha convocati in vista della sua audizione nella commissione regionale ambiente e territorio a cui il consigliere del Movimento 5 stelle Riccardo Mercante ha presentato la proposta di smantellamento del Bim. Il rappresentante teramano dei grillini all'Emiciclo ha preso spunto da una legge del 2011 che chiedeva ai Comuni di pronunciarsi sul mantenimento in vita dei consorzi. Quasi nessun consiglio comunale si è pronunciato e questo per Mercante avrebbe il valore di una sorta di "silenzio assenso" alla soppressione. I sindaci, però, non condividono questa idea e nell'imminenza della seduta della commissione in cui Iachetti sarà chiamato a dire la sua sulla proposta hanno stilato un documento in cui riaffermano la volontà di tenere in piedi il Bim.
L'iniziativa di Mercante, secondo loro, non è condivisibile per motivi sostanziali e procedurali. Il mancato pronunciamento su quanto stabilito dalla norma del 2011, infatti, per i sindaci non può essere interpretata come una manifestazione di volontà pro soppressione. Per proporre l'eventuale smantellamento, dunque, sarebbe necessaria la preventiva modifica di quella legge e comunque ai Comuni è rimessa in ogni momento la facoltà di chiudere il consorzio senza ulteriori interventi normativi. La cancellazione, inoltre, andrebbe ricompresa in un piano regionale che coinvolga anche gli altri Bim e non solo quello teramano. Il consorzio, sempre a detta dei sindaci, ha costi talmente bassi che la sua eliminazione non porterebbe alcun significativo risparmio. (g.d.m.)
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