I 5 Stelle a pezzi: Paola Cardelli se ne va ma resta in consiglio

6 Novembre 2014

Accuse di fuoco: «Nel Movimento fascistelli illetterati e fanatici squadristi, azioni immorali e illecite» L’altro eletto Berardini le chiede di dimettersi dalla carica, Della Figliola sfiducia anche Berardini

TERAMO. Il gruppo grillino in consiglio comunale si dimezza. Paola Cardelli abbandona il movimento con cui era stata eletta insieme al candidato sindaco Fabio Berardini nella consultazione del 25 maggio. La fuoriuscita della consigliera, che comunque non lascerà il suo seggio in aula (andrà nel gruppo misto), è l'ultimo atto della guerra interna all'M5s in corso da quest'estate.

«Ulteriori gravissimi episodi», così scrive in una nota Paola Cardelli, «mi costringono purtroppo ad abbandonare un progetto intrapreso e condotto con profonda convinzione e determinazione». La consigliera parla di una «situazione rivelatasi oggettivamente insostenibile» e fa sapere di non voler essere più accomunata a «certi individui dediti alle menzogne, agli intrighi,ai sotterfugi, autori di azioni immorali, se non illecite, che mettono a repentaglio la mia reputazione e la mia onorabilità». Parole di fuoco rivolte a quella parte del movimento che ha tentato di sfiduciarla e con la quale i rapporti sono diventati sempre più tesi. «A fianco di bravissime ed onestissime persone prosperano e si moltiplicano opportunisti», attacca Paola Cardelli riferendosi all'M5s, «che hanno creduto di trovare in esso e troppo spesso l’hanno trovata, una via facile per risollevare le proprie condizioni, fascistelli illetterati, fanatici squadristi. In troppi hanno scambiato l’“uno vale uno” come licenza al singolo, chiunque esso sia, di fare i propri comodi e di agire senza freno alcuno a seconda dei propri umori, pulsioni ed interessi». La consigliera è un fiume in piena e nel fare "mea culpa" spara altre bordate. «Devo scusarmi con tutti i teramani, con gli elettori del Movimento e soprattutto con i miei elettori per essermi candidata nella stessa lista in cui erano presenti anche certi individui, corresponsabile dunque di aver esposto tutta la cittadinanza al rischio di ritrovarseli in consiglio, se non addirittura in giunta, in nome dell'M5s», insiste. Poi ammette: «Ho commesso un madornale errore di valutazione».

A rispondere per il Movimento, nella giornata di ieri, sono arrivate due note distinte. La prima è del capogruppo consiliare Fabio Berardini, che finora ha sempre sostenuto la "collega" contro le richieste di sfiducia. Il consigliere esprime rammarico per la decisione di Paola Cardelli, che ringrazia per l'attività svolta in questi mesi. «Ci auguriamo che possa ricredersi sulla decisione presa», spiega Berardini, «ma se così non fosse, per coerenza con i principi del Movimento 5 Stelle, le chiediamo di rassegnare le proprie dimissioni dalla carica rivestita». Immediata la replica della consigliera: «Dovrebbe dimettersi lui se resta con quelle persone».

Nel tardo pomeriggio è poi arrivata una nota firmata da Claudio Della Figliola, che si qualifica come portavoce dell’assemblea dei 5 Stelle di Teramo e comunica che la stessa assemblea, il 29 ottobre scorso, ha sfiduciato anche Berardini. «Paola Cardelli», si legge, «esce dal gruppo del MoVimento 5 Stelle di Teramo. Non avevamo dubbi. Due ore dopo l'elezione, era già tutto chiaro. Una "truffa politica" la sua. Un centinaio di voti per montarsi la testa, pochi mesi di consiglio comunale per capire di essere completamente fuori luogo. Destinata all'oblio. Ne prendiamo atto sottoscrivendo di nuovo tutte le nostre motivazioni che ci portarono a sfiduciarla diversi mesi fa. Ma non basta. Con lei adesso deve dimettersi Giacinto Palmarini, organizer del Meetup del Movimento 5 Stelle di Teramo, che ha espulso oltre 20 attivisti rei (a suo modo di vedere le cose) di aver firmato la sfiducia a Paola Cardelli».©RIPRODUZIONE RISERVATA