I 5 Stelle: «Promesse mancate sulla ricostruzione targata Ater»

La consigliera Ciammariconi attacca l’ente per i ritardi nel progetto delle palazzine di Colleatterrato La presidente Maria Ceci: «Nessun intoppo, prima vanno sgomberate e poi partirà la demolizione»
TERAMO. Nonostante il 2021 abbia rappresentato, per la ricostruzione post sisma 2016, l'anno della svolta, le polemiche sui tempi della ricostruzione pubblica continuano a tenere banco. A sollevarle, questa volta, è la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Pina Ciammariconi che in una nota accusa l'Ater di non aver mantenuto una serie di promesse. Ciammariconi punta il dito innanzitutto, sulle quattro palazzine Ater di Via Giovanni XXXIII. «Dopo ritardi e false partenze», tuona, «a inizio estate i vertici Ater annunciavano finalmente la redazione di un avveniristico progetto architettonico, il cui iter avrebbe dovuto essere seguito da un Rup di nuova nomina. Sembrava tutto pronto per far partire i lavori. Bastava soltanto che gli inquilini sgomberassero in fretta gli appartamenti da arredi, oggetti, suppellettili varie ancora presenti negli stabili. I mesi sono passati, dall’estate si è entrati in autunno e l’unico segnale di vita è la nomina del nuovo Rup. Delusione profonda per i proprietari». Stesso discorso, per Ciammariconi, per quanto riguarda gli inquilini sfollati trasferiti nelle abitazioni di via Balzarini, dove le problematiche sollevate, «dalla presenza di un cantiere che interferisce con gli alloggi, all’avvistamento ricorrente di ratti, all’eccessiva distanza dalla fermata dell’autobus urbano» sarebbero rimaste, per la consigliera, irrisolte. «Che dire poi della questione dell’immobile assegnato a Piano della Lenta a due anziani coniugi senza l’eliminazione di barriere architettoniche, in particolare dell’ascensore? Rimpalli di responsabilità e promesse di attivazione dell’ascensore in questione si sono inseguiti per mesi (155 interminabili giorni), in un poco edificante teatrino. Anche in questo caso», conclude, «tutto è fermo».
Immediata la replica dell'Ater, che spiega come nell'incontro di inizio estate a cui fa riferimento Ciammariconi fosse stato annunciato come da lì da pochi mesi sarebbero partiti i lavori di sgombero delle palazzine interessate di via Giovanni XXIII, prodromici a ogni altro intervento. «Abbiamo iniziato dalla palazzina al numero civico 77», sottolinea la presidente Ater Maria Ceci, «e una volta terminati questi lavori passeremo alle altre palazzine di via Giovanni XXIII. Per due di queste abbiamo già rimesso all'Usr i relativi progetti di demolizione. Non capiamo dunque di quali promesse non mantenute si parli. Sarebbe bastato venire in Ater per avere tutte le delucidazioni possibili». Stesso discorso per via Balzarini, dove i problemi sono legati alla presenza di un cantiere in corso e in via di completamento nell'area di fronte e dove l'impresa si è impegnata entro fine anno a realizzare un camminamento. «La questione della fermata dell'autobus non è di competenza dell'Ater», conclude Ceci, «mentre su Piano della Lenta stiamo parlando di un palazzo a proprietà mista dove abbiamo la proprietà di tre appartamenti su 10. In ogni caso lunedì nel corso dell'assemblea di condominio, alla quale ha partecipato il dirigente dell'ufficio tecnico dell'Ater, è stato dato mandato all'unanimità al nuovo amministratore di condominio di avviare le procedure per la messa in moto dell'ascensore».
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