I balneatori: «Fiduciosi di salvare le concessioni»

Il segretario del consorzio Coba Albani: «Quasi tutti gli stabilimenti in città hanno gestioni familiari storiche, che dovrebbero essere tutelate nei bandi»
GIULIANOVA. «Quasi tutti i comuni costieri teramani hanno deliberato per fissare la scadenza delle concessioni balneari a fine 2024, salvando così la prossima stagione estiva: è giunto ora il momento di iniziare a prepararsi per le gare». Ad affermarlo è il segretario del Coba (il consorzio dei balneatori di Giulianova) Gabriele Albani, che si dice comunque ottimista per il futuro dei concessionari degli stabilimenti balneari giuliesi. Sono circa 50 le attività balneari che insistono sulla spiaggia di Giulianova, gran parte delle quali, da decenni, sono a conduzione familiare. Sembra infatti che, fra i criteri selettivi che saranno contenuti nei bandi di gara per l’affidamento delle spiagge, si terrà conto dell’esperienza tecnica e professionale già acquisita e della posizione economica dei soggetti che, nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura di selezione, hanno utilizzato la concessione come fonte di reddito primaria per sé e per il proprio nucleo familiare.
«Nella conferenza stampa di inizio anno», precisa il segretario del Coba, «la premier Giorgia Meloni ha detto che darà delle certezze agli operatori balneari, e considerata la situazione attuale, significa che probabilmente, entro metà marzo, usciranno i decreti attuativi, previsti della legge Draghi sulla concorrenza, dove verranno stabilite le modalità delle gare per l’acquisizione dei punteggi. È verosimile pensare», sottolinea Albani, «che la chiusura dell’ultima gara sarà a marzo 2025, considerato che le selezioni saranno effettuate singolarmente, per ogni concessione, e quindi si prevedono tempi piuttosto lunghi». Questa situazione però, calata nella realtà locale, lascia ben sperare per i nostri balneatori: a detta del segretario del Coba, nel caso in cui non ci dovessero essere manifestazioni di interesse da parte di terzi, la gara viene chiusa e la concessione automaticamente riacquisita dal balneatore, a patto che tale concessione non sia stata affidata in gestione a terzi per tanto tempo o siano stati rilevati dei bilanci in perdita. Inoltre, l’anzianità di servizio, la salvaguardia del lavoro, la tutela della capacità di produrre reddito familiare, la parità di genere sono tutti criteri che favoriscono chi conduce da decenni uno stabilimento balneare.
«È auspicabile», conclude Albani, «che possa essere tutelata, in sede di gara, questa peculiarità: quindi, per quanto attiene la realtà giuliese, nessuno degli storici concessionari, e in città sono la maggior parte della categoria, rischierebbe di perdere la gestione del proprio stabilimento».
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