I balneatori: progetti validi per le scogliere

Appello della cooperativa per fronteggiare l’erosione: «Bisogna intervenire su tutta la costa»
ROSETO. «C’è un progetto in Regione, da qui al 2026, di 70 milioni per la difesa della costa teramana, e qui le amministrazioni dovranno essere brave, in particolare quella rosetana, a presentare progetti validi per le scogliere». A dirlo è Luigi Corradetti, vicepresidente della cooperativa balneatori Roseto-Pineto e titolare del camping Nino a Cologna Spiaggia, dove nella notte tra venerdì e sabato scorsi una violenta mareggiata con onde alte un metro e settanta centimetri aveva ristretto la spiaggia sulla quale, pochi giorni prima, era stato fatto il ripascimento. Nel merito però Corradetti critica chi sui social ha attaccato l’amministrazione, in particolare sulla scelta di fare il ripascimento, e precisa che «l’erosione non è un fenomeno naturale ma dipende dall’uomo. Tra l’altro la spiaggia ieri è tornata com’era alcuni giorni fa con il ripascimento, dunque non c’è nessun disagio. Tutti a prendersela con l’amministrazione, ma in questo caso non c’entra nulla. Anzi, la Regione ha messo a disposizione i fondi e l’amministrazione ha fatto il suo dovere».
E aggiunge: «Fino a questo momento il ripascimento è stato fatto a Cologna Spiaggia e a Roseto sud nella zona dei campeggi, e nei prossimi giorni verrà completato con gli interventi a Roseto nord, dal lido Sahara al lido Bora Bora, e a Roseto sud nella zona degli stabilimenti dei tre alberghi».
Corradetti inoltre ricorda tutti gli interventi che hanno portato all’attuale situazione dell’erosione della spiaggia di Cologna, dai lavori sui fiumi fino a quelli relativi al porto di Giulianova, oltre a come negli anni sono state installate le scogliere a Cologna. «Negli anni ’70 sono stati fatti degli interventi sul letto dei fiumi», spiega Corradetti, «che ne ha modificato il corso naturale. La prima grande erosione però, a fine anni ’50, coincide con i lavori dei bracci del porto di Giulianova». In quel caso la spiaggia di Cologna perse ben 100 metri di arenile. «Il mare poi ha trovato il suo equilibrio», continua Corradetti, «ma a Cologna purtroppo, nei primi anni ’70, le scogliere sono state messe a vanvera, ovvero non secondo una precisa logica come è successo a Roseto, ma in base alla linea di costa. Questo ha determinato un ulteriore erosione. Per questo bisogna intervenire in modo unitario su tutta la costa».(l.v.)
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