I carabinieri in aula: «Acqua del Gran Sasso non sicura»
TERAMO. Si è tenuta ieri nell’aula messa a disposizione dall’università un’altra udienza del processo sull’inquinamento dell’acqua del Gran Sasso, che vede imputate dieci persone che hanno (o hanno...
TERAMO. Si è tenuta ieri nell’aula messa a disposizione dall’università un’altra udienza del processo sull’inquinamento dell’acqua del Gran Sasso, che vede imputate dieci persone che hanno (o hanno avuto) ruoli dirigenziali in Istituto nazionale di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo Reti.
Sono stati ascoltati i carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) di Pescara che a suo tempo, delegati dalla Procura della Repubblica di Teramo, effettuarono materialmente le ispezioni nei pozzetti dell’acquedotto che passano sotto le gallerie autostradali e i laboratori di fisica nucleare. I militari non hanno potuto che confermare, come aveva fatto nelle precedenti udienze il loro comandante Antonio Spoletini, le risultanze dell’indagine, e cioè che il cosiddetto sistema Gran Sasso, così com’è strutturato, non garantisce una separazione sicura tra l’acqua destinata al consumo e le possibili fonti di inquinamento legate alle attività umane.
Il processo proseguirà, sempre all’università, i prossimi 6 e 15 dicembre.(red.te)
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