I cent’anni di nonno Antonio combattente e deportato

28 Febbraio 2016

CASTELLALTO. Festa grande a Castellalto per i cento anni di Antonio Giorgini, che mercoledì nella sua casa di contrada Santa Lucia ha spento cento candeline. Anche l’amministrazione comunale ha...

CASTELLALTO. Festa grande a Castellalto per i cento anni di Antonio Giorgini, che mercoledì nella sua casa di contrada Santa Lucia ha spento cento candeline. Anche l’amministrazione comunale ha voluto celebrare questo traguardo straordinario, consegnandogli una targa in ricordo della giornata.

È stato il sindaco Vincenzo Di Marco a portare a nonno Antonio gli auguri di tutta la cittadinanza accompagnato dall'assessore Domenico Saccomandi e da uno dei nipoti del neo-centenario Vincenzo Gramenzi. «Abbiamo fatto al signor Antonio gli auguri di buon compleanno da parte di tutta la comunità di Castellalto», ha detto il sindaco, «persone come il nostro concittadino sono una risorsa per tutti noi. La sua è stata una vita di sacrifici, ben ripagati, con una bella famiglia che lo circonda e un secolo di longevità»».

Originario di Notaresco, Antonio vive dalla metà degli anni ’ 50 a Castellalto assieme alla moglie 94enne Alda Barlafante, con cui è convolato a nozze nel dicembre del 1946. Di professione manovale, nonno Antonio ha combattuto durante la seconda guerra mondiale in Francia, in Albania e in Grecia, dove fu fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in Germania. Una volta tornato a casa, si è dedicato al lavoro e alla famiglia. Dal matrimonio, lungo quasi un settantennio, è nato un figlio, Dante, che oggi ha 68 anni e che ha reso due volte nonno Antonio. E a festeggiare il traguardo tra gli amici e i parenti anche la pronipote di Antonio, la piccola Amelie.

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