I cimiteri di Garrano, Rupo e Varano aperti fino a metà gennaio
I cimiteri di Rupo, Varano e Garrano resteranno aperti fino a metà gennaio. È quanto prevede un’ordinanza firmata dal sindaco Maurizio Brucchi per consentire le visite ai defunti da parte dei loro...
I cimiteri di Rupo, Varano e Garrano resteranno aperti fino a metà gennaio. È quanto prevede un’ordinanza firmata dal sindaco Maurizio Brucchi per consentire le visite ai defunti da parte dei loro cari. Erano stati proprio i cittadini delle tre frazioni a sollecitare l’apertura parziale dei tre cimiteri, fortemente danneggiati dai terremoti di agosto e ottobre, durante il periodo natalizio. Così Brucchi aveva disposto la possibilità di accesso alle aree in questione per l’ultima settimana dell’anno. Per consentire l’ingresso dei visitatori sono state dettate una serie di misure precauzionali tra cui la transennatura delle parti pericolanti, l’individuazione anche tramite nastro biancorosso e personale della Team dei percorsi da poter seguire in sicurezza, nonché l’apposizione di segnaletica che invitasse i cittadini a tenersi a distanza dalle strutture più lesionate. Verificata l’adozione e il rispetto di queste prescrizioni, dunque, il sindaco ha deciso di prolungare di due settimane il periodo di apertura dei tre cimiteri. Questi ultimi, così come gli altri 13 esistenti sul territorio comunale, andranno comunque sottoposti a interventi di ristrutturazione in alcuni casi anche radicali. Per questo Brucchi ha fissato per i prossimi giorni un incontro con i responsabili della Team per pianificare i lavori. Al cimitero di Cartecchio sarà riaperto un vecchio ingresso, attiguo a quello principale transennato dopo le scosse, per evitare che i visitatori siano costretti ad entrare dalla zona molto defilata dei nuovi padiglioni. Nel frattempo continuano le proteste per le condizioni igieniche di alcune zone chiuse. Alcuni cittadini segnalano in particolare la sporcizia nel padiglione 14 dove tombe e corridoi sono invasi da escrementi di piccione. I cittadini chiedono al Comune e alla Asl di garantire la minima pulizia di quegli spazi benché non accessibili al pubblico. (g.d.m.)

