I civici accusano Di Girolamo «Non ha rispettato i patti»
Marcone e Nugnes: «Porte chiuse a una nostra collaborazione nonostante fosse stata concordata» I due esponenti della coalizione #amoroseto annunciano «un’opposizione dura e ferma»
ROSETO. «Pacta sunt servanda: i patti vanno rispettati». Il consigliere di opposizione Angelo Marcone, capogruppo di Roseto nel cuore, lista ispirata dall’onorevole Giulio Sottanelli insieme ad Abruzzo civico, entrambe schierate con la coalizione civica #amoroseto alle ultime amministrative, ha scelto una citazione latina per ricordare la fase che ha preceduto il ballottaggio. Una fase caratterizzata da una fitta serie di incontri fra i rappresentanti dei due schieramenti in lizza, cioè quelli capeggiati da Enio Pavone e Sabatino Di Girolamo, con i civici di #amoroseto, esclusi dal ballottaggio, per farsi “girare” i loro voti.
Ma da quegli incontri non è scaturito alcun accordo ufficiale con il Pd, tantomeno con il centrodestra, liquidato dai civici senza dare una risposta alle loro proposte di apparentamento, come polemicamente sottolineato dallo stesso Pavone anche in consiglio comunale. Un accordo ufficiale avrebbe comportato tecnicamente per #amoroseto, in caso di appoggio alla lista vincente, visibilità in giunta e propri rappresentanti in consiglio comunale come contropartita.
Il risultato è stato invece «un governo monocolore Pd», è l’analisi di Abruzzo civico e Roseto nel cuore, «anche a discapito delle liste civiche che rappresentano la coalizione vincente, visto che con circa un sesto delle preferenze ottenute in relazione agli aventi diritto al voto, il Pd ha monopolizzato l’intero governo cittadino».
Dito puntato contro i vertici locali dem, accusati di non aver mantenuto dei patti, in realtà mai svelati pubblicamente. «La nostra sarà un’opposizione decisa, ferma, accesa nell’operato e moderata nei toni», afferma Mario Nugnes, capogruppo di Abruzzo civico, «saremo garanti di fiducia e lealtà, due qualità che ritenevamo avesse il sindaco Di Girolamo, che abbiamo scelto di appoggiare al ballottaggio, prima che decidesse, a risultato acquisito, di chiudere le porte a un’adeguata collaborazione politica nonostante fosse stata concordata e vagliata da lui stesso con una stretta di mano. Il lavoro del nostro gruppo sarà forte, e dimostrerà di essere leale, onesto, basato su veri rapporti di fiducia e di amicizia e forte nelle idee civiche, come già dimostrato con il rifiuto dell’incarico da assessore da parte della candidata Gabriella Recchiuti, più volte ripropostole con l’unico obiettivo di spaccare il nostro gruppo».
Parole cariche di risentimento che lasciano presagire dure battaglie in consiglio comunale, nonostante le intenzioni di ricreare a Roseto un centrosinistra unito.
Federico Centola
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