I commercianti: «Aumenti Tari Non date la colpa agli evasori»
Il comitato G.365 accusa il Comune di avere ignorato i consigli per rendere la tassa più sopportabile Polemiche anche sul caso Coba: «Paghiamo l’Ecotedi per un servizio che in realtà non svolge»
GIULIANOVA. «Invertire la rotta e farlo subito perché nessun vento può essere favorevole al marinaio che non sa dove andare». Lo scrive in un comunicato stampa il comitato di commercianti giuliesi G.365 all’indomani dell’aumento della Tari approvata nell’ultimo consiglio comunale. «Questa tassazione che cresce costantemente», si legge nella nota inviata da Pietro Belgiglio, «è come una frana che scivolando si ingrossa e travolge. Il numero dei negozi diminuisce e le tasse unitarie aumenteranno, così solo per questo ne chiuderanno altri e quindi le tasse aumenteranno di nuovo per i rimasti, e così via. Insomma è un cane che si morde la coda».
Secondo il rappresnetnate dell’associazione di commercianti «la Tari si poteva rendere equa in tanti modi e già nel 2014 avevamo suggerito di far pagare solo in base ai rifiuti prodotti, di eliminare i privilegi delle sagre e fiere varie che non pagano neanche una minima parte dei costi tra raccolta, smaltimento rifiuti e spazzamento strade. Abbiamo chiesto di prevedere dilazioni di pagamento su un periodo di 24 mesi. E ancora di rendere efficace il “ravvedimento operoso” e il “reclamo mediazione” per risolvere in fretta e senza costi i dubbi sull’applicazione della Tari. Il Comune ha preferito non ascoltarci e oggi dice che la colpa dell’aumento sarebbe dei cittadini e commercianti chiamati “evasori” ma nulla è stato detto sulle attività chiuse per l’eccessivo peso fiscale».
Belgiglio contesta anche le manifestazioni estive: «Abbiamo assistito ad una baraonda di sagre e feste spesso fatte da imprenditori non giuliesi che pagano le loro tasse altrove, possibile che tutte insieme non hanno portato al Comune neppure 14.000 euro da destinare alle esenzioni delle fasce più deboli?».
L’associazione dei commercianti pone interrogativi anche sul caso del Coba: «Il consorzio dei balneari ha fatto la raccolta autonoma dei rifiuti per un controvalore di circa 350.000 euro e allo stesso tempo questa somma è stata pagata al gestore unico Ecotedi, che pur non svolgendo il servizio viene pagato lo stesso perché il contratto è fisso. Sommando tale voce per il 2015 e il 2016 si arriva 700.000 euro che pagheremo ad una ditta che non svolgerà un servizio perché quel servizio lo farà il Coba. E la somma di 700.000,00 euro è la somma che qualcuno ha addebitato ai cittadini e commercianti mascherandola da evasione».
Pietro Belgiglio parla anche di «aggressione della riscossione contro i nostri sindacalisti per tasse contestate e poi scopriamo che ci sono grosse imprese che non pagano da 6-7 anni. I giuliesi debbono sapere e chiediamo che venga tirato fuori l’elenco delle persone tartassate con i pignoramenti punitivi e di quelle che hanno vissuto in un paradiso fiscale in un cielo che non c’è».
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